AEMME FK-855,FK-855-Wide User guide [it]

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RICETRASMISSIONE
Transverter All Mode
FK-855 e FK-855 WIDE
di Massimo Ancora IZ8DMS
Per comprendere meglio il suo funzionamento (che identificheremo in una versione 28/50 MHz) ci aiu­teremo con lo schema a blocchi sem­plificato di fig. 1 accompagnando in ricezione il segnale sui 50 MHz che, dopo il processo di conversione, si presenterà al connettore d’antenna del transceiver HF sintonizzato in gamma 28 MHz e viceversa in trasmis­sione, il segnale RF a 28 MHz, da que­st’ultimo connettore verso il transver­ter per essere convertito ed amplifica­to fino ad ottenere una potenza RF pari a 10 W RMS da inviare all’anten­na dei 50 MHz.
LA SEZIONE RICEVENTE
nuovi transverter All Mode FK-855
e FK-855 WIDE permettono di
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estendere le frequenze operative in ricezione ed in trasmissione di qual­siasi ham-transceiver HF/VHF senza difficoltà tecniche di sorta (modifiche interne al transceiver, aggiunta d’in­terfacce, attenuatori o adattatori, con­nessioni speciali, etc) e sono stati pro­gettati per fornire prestazioni adegua­te anche con apparati HF All Mode di classe elevata, muniti di cristallo di ri­ferimento ad alta stabilità, filtri CW/SSB di qualità, DSP attivo in me­dia frequenza e quanto altro.
Alti appena 49 mm, dall’estetica accattivante “black professional” han­no robusti ed eleganti involucri realiz­zati interamente in alluminio spazzo­lato, fresato ed ossidato nero per via elettrochimica e non offrono “punti di fuga” alla radio frequenza.
Si fanno ben notare durante il fun­zionamento grazie ai luminosi RF POWER meter led display edalle indi­cazioni di stato stampate sui pannelli frontali, entrambi protetti da uno spes­so contropannello trasparente in poli­carbonato antigraffio e resistente a qualsiasi sollecitazione termica o am­bientale, inoltre la loro elettronica ga­rantisce la massima affidabilità anche
nelle condizioni di funzionamento più difficili o inaspettate, attivando con tempestività efficaci dispositivi di pro­tezione.
IL TRANSVERTER FK-855
Le caratteristiche innovative del transverter FK-855 sono scaturite dal­la necessità di realizzare un converti­tore di frequenza per ricezione e tra­smissione perfettamente adattabile, dal funzionamento automatico e ca­pace di sfruttare al meglio le presta­zioni dei migliori ham- transceiver HF/VHF.
Per raggiungere con successo tali obiettivi il transverter FK-855 fa uso esclusivo di componentistica pro­fessionale, la costruzione interna è ordinata e senza fili volanti, l’intero transverter, che impiega componenti tradizionali e leadless SMD, è disposto su un ampio e robusto circuito stampato in fibra di vetro a doppia fac­cia rigorosamente metallizzato e omologato UL, mentre un secondo circuito stampato di pari qualità so­stiene saldamente al pannello frontale in alluminio gli interruttori basculanti ed i numerosi led.
Il segnale da ricevere sulla gamma dei 50 MHz, indicato dai vettori con linea tratteggiata, si presenta al con­nettore d’antenna del transverter e da questo al filtro passa-banda a sette poli.
La particolare efficacia di questo fil­tro, dovuta alla presenza d’induttanze con elevato fattore di merito, permette di abbattere drasticamente tutti i se­gnali con frequenze superiori ai 58 MHz, mentre quelli al di sotto di que­sto limite transitano senza apprezzabi­le attenuazione fino alla frequenza di 48 MHz.
Si prosegue attraversando il commutatore RF a stato solido che in fase di ricezione si comporta in manie­ra trasparente presentando così il segnale desiderato al primo filtro di banda sintonizzato a due poli che compone il front-end del transverter.
Qui è definito il primo grado di se­lettività in banda nei confronti dei se­gnali estranei ma prossimi alla porzio­ne di frequenze di nostro interesse che vale esattamente 2 MHz, saranno quindi filtrati con minima attenuazio­ne esclusivamente i segnali compresi tra 50 e 52 MHz. Il segnale da ricevere così ripulito è pronto per essere inviato al preamplificatore della sezione rice-
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Fig. 1
vente del transverter RX-RFAMP.
Com’è noto a frequenze elevate questo stadio del front-end decide il migliore equilibrio tra sensibilità e dinamica di qualsiasi sistema riceven­te: una bassa cifra di rumore, un ele­vato guadagno ed un’adeguata resi-
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stenza ai segnali interferenti di forte intensità, sono i requisiti essenzialiper ascoltare i segnali più deboli ed al li­mite del rumore atmosferico naturale di banda al di sotto del quale è impos­sibile ricevere.
Nel transverter FK-855 è utilizzato
un MOS-Fet Dual Gate autoprotetto del tipo BF964 realizzato dalla tede­sca Telefunken electronic di cui si ri­porta in fig. 2 uno stralcio del data sheet originale con un riassunto dei parametri più importanti.
Come si può notare la casa co­struttrice evidenzia tra le “features” le qualità migliori del dispositivo che lo rendono speciale e paragonabile nel­le prestazioni soltanto ai più delicati e pertanto meno affidabili GaAs­MESFET.
Il BF964 Dual Gate MOS-Field-ef- fect Tetrode offre performance di ele­vato livello del tutto inimitabili dai co­muni dispositivi bipolari, per il basso rumore e per la forte resistenza ai fe­nomeni di modulazione incrociata, di­fatti garantisce un fattore di rumore non superiore ad 1dBalla frequenza di lavoro di 200 MHz, un guadagno pari a 25 dB e prestazioni di trascon­duttanza, capacità massima degli elettrodi di gate e capacità di retro­azione (Crss tipica 25 femtofarad), per certi versi anche superiori ai mi­gliori tubi termoionici multigriglia, emulandone così il comportamento.
In questo stadio del transverter FK­855 alla frequenza di 50 MHz il rumore si attesta ad un valore tipico di 0,8 dB ed il guadagno massimo è regolato per ottenere circa 18,5 dB, tale valore è 6dBpiù elevato delle perdite introdotte dai circuiti selettivi ad esso collegati e dal mixer a doppio bilanciamento che segue, questo gain extra si può modificare per mezzo di una regolazione fine disponibile sul pannello posteriore del transverter.
Ciò consente di migliorare la sen­sibilità dei ricevitori nonmolto brillanti ma allo stesso tempo, grazie alla bassa rumorosità dello stadio, per la maggior parte dei transceiver HF/VHF con prestazioni dinamiche dignitose, questo guadagno di +6 dB costituisce un gradito “bonus” di un punto S sulla scala dello strumento S-meter.
In pratica, se si considera un rap­porto segnale disturbo S/N di 10 dB e se il ricevitore del transceiver possie­de una sensibilità media di 0,5 mV (-113 dBm) con il transverter FK-855 si otterrà un valore di 0,25 mV (-119 dBm), ed ancora se il ricevitore mo­stra una sensibilità già elevata di 0,2 mV (-121 dBm), sulla nuova banda convertita sarà di 0,1 mV (-127 dBm), nello stesso tempo i primi segni di in­termodulazione si avvertono soltanto per valori dei segnali interferenti in banda al suo ingresso superiori a 280 ¸ 300 mV (+2 ¸ +3 dBm), mentre fuori banda a ±2 MHz sono necessari almeno 1.250 ¸ 1.410 mV (+15 ¸ +16 dBm).
Guardando lo schema a blocchi e seguendo sempre i vettori tratteggiati, si nota che il preamplificatore MOS-
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Fet RX – RF AMP è, in effetti, l’unico stadio in cui avviene l’amplificazione del segnale da ricevere ed è anche il solo a contribuire in maniera decisiva alla determinazione del livello di ru­more e del comportamento dinamico complessivo dell’intera sezione rice­vente del transverter.
Il segnale sui 50 MHz, che stiamo seguendo, si è irrobustito ed è nuova­mente filtrato in un secondo filtro di banda sintonizzato a due poli,siau­menta perciò la reiezione ai segnali estranei fuori gamma definendo la se­lettività complessiva del front-end, così dopo aver attraversato la rete di adattamento e commutazione RF a diodi PIN è disponibile per essere convertito in frequenza sulla gamma dei 28 MHz.
La delicata funzione è svolta da un
mixer ad anello di diodi schottky a doppio bilanciamento del tipo SBL­1-1 costruito dalla società Mini-Cir-
cuits americana. I mixer della famiglia SBL che conta diciassette differenti versioni con frequenze di lavoro che vanno da 25 kHz fino a 2.500 MHz, per le loro speciali caratteristiche sono da anni adoperati in tutto il mondo nelle migliori apparecchiature telecom professionali e sono diventati oggi uno standard di riferimento.
Il mixer SBL-1-1 impiegato permet­te di convertire con risposta uniforme un range di frequenze che va da 100 kHz a 400 MHz, possiede un punto di intercetta dei prodotti d’intermodula­zione di 3° ordine posto a +16 dBm ed un’attenuazione di conversione nella mid-band non superiore a 4,8 dB con la possibilità di operare senza apprezzabili variazioni di rendimento da -20°C a+85°C.
Notevole inoltre la particolarità che distingue i mixer ad anello di diodi schottky a doppio bilanciamento, in altre parole il funzionamento bi­direzionale che, come vedremo, con­sentirà in fase di trasmissione di con­vertire il segnale RF con la stessa ef­ficacia e senza problemi di commuta­zione ai suoi ingressi.
E’ arrivato il momento di fornire all’apposita porta del mixer il segnale d’oscillatore locale LO a 22 MHz che per differenza con quello a 50 MHz, già presente al suo ingresso, darà ori­gine al nuovo segnale sui 28 MHz.
Come evidenziato sullo schema a blocchi, il segnale di conversione LO è generato da un oscillatore a cristallo funzionante in termostato che possiede una stabilità tipica infe­riore a 0,5 ppm a temperatura am­biente costante di 20°C, mentre nel campo più esteso da 0°C a+50°C,il valore di deriva è contenuto entro ±1 ppm.
Sebbene la stabilità di frequenza sia determinante per effettuare precise
Fig. 2
operazioni in CW/SSB, rimane di fondamentale importanza, per le ri­dotte larghezze di banda impiegate (2,7 kHz max), disporre di un segnale d’oscillatore locale puro e con rumore di fase contenuto per non degradare con fenomeni di mixing reciproco le prestazioni dinamiche complessive che il transverter può offrire.
Nel nostro caso, grazie anche al modesto livello di segnale LO richie­sto dal mixer SBL-1-1, la quantità complessiva di rumore iniettato nell’apposita porta d’ingresso è estre­mamente bassa, e con riferimento al rumore di fase SSB del segnale, per un offset di 10 kHz dalla frequenza portante non risulta superiore a -139 dBc/Hz, mentre a 20 kHz di offset vale
-141 dBc/Hz ed ancora per un offset di 100 kHz si attesta al valore di -146 dBc/Hz.
Insieme ai valori di stabilità di frequenza, la quantità massima di rumore di fase SSB è stata stabilita per confronto diretto con un oscillatore campione HP5071A che genera un segnale di riferimento con caratteristi­che di stabilità e rumore di fase note e non fa uso di tecnologie digitali di sin­tesi di frequenza degradanti.
Valori così bassi di rumore di fase del segnale d’oscillatore locale, si possono ottenere (allo stato dell’arte) esclusivamente con gli oscillatori a cristallo ben costruiti ed è lecito classi­ficare come “ottimo” un ham-transcei­ver, che impiega sofisticati sintetizza-
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tori di frequenza, e che mostra valori, riferiti secondo standard a 20 kHz, prossimi a -120dBc/Hz.
La conversione è completata ed il nuovo segnale a 28 MHz, contenente tutte le informazioni presenti nel segnale originale a 50 MHz, esce dal mixer attraversa il circuito di prote­zione che lo segue senza alcuna al­terazione, perché normalmente di­sattivato, ed è applicato ai capi del dummy load a 50 e quindi al con­nettore UHF SO 239 RTX IN/ OUT.
Ancora un breve raccordo coassiale da percorrere ed il segnale convertito è pronto per entrare nel ricevitore del transceiver HF ed essere così ascoltato.
Un’ultima nota sulle importanti caratteristiche di reiezione ai segnali IF di media frequenza (per il transver­ter vale la frequenza d’uscita) e ai segnali d’immagine che si possono presentare alla frequenza 2 x F media frequenza + F segnale.
Simulando i segnali al banco misure con il metodo appropriato è statoregi­strato per il valore di reiezione IF 91 dB mentre alla frequenza immagine un’attenuazione di 83 dB, frutto senz’altro dell’efficienza del filtro a sette poli d’ingresso (di cui parleremo più avanti), dei circuiti selettivi a filtri di banda del front-end e della fisica disposizione degli stadi RF interessati che attraverso l’accurato lay-out del circuito stampato e le opportune schermature, evita accoppiamenti in­desiderati (ricordiamo che la maggior parte dei transceiver HF moderni, tranne qualche recentissima rea­lizzazione high-end, per favorire un’ampia copertura di frequenze non impiegano nei front-end circuiti selet­tivi a filtri di banda sintonizzati ma sol­tanto una combinazione di filtri pas­sa-banda).
LA SEZIONE TRASMITTENTE
In qualsiasi modo di trasmissione, CW/SSB/FM etc. quando è attivata la linea PTT del transceiver HF e si forni­sce al transverter FK-855 energia RF alla frequenza di 28 MHz con una po­tenza compresa tra 50 mW RMS e 10 W RMS, quest’ultimo si commuterà in trasmissione con prontezza t£ 0,6 ms ed in maniera automatica, consenten­do la conversione e l’amplificazione del segnale da trasmettere.
Seguiamo adesso il vettore con li- nea continua TX LINE che parte dal connettore SO 239 RTX IN/OUT e notiamo che la potenza d’eccitazione è applicata allo stesso dummy load a 50 dal quale avevamo già prelevato il segnale convertito da ricevere, ma questa volta nello speciale carico fitti­zio sarà dissipata buona parte dell’e-
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nergia RF non utilizzata dal processo di conversione che tra breve esegui­remo.
E’ evidente che il dummy load a 50 W integrato nel transverter è a tutti gli effetti l’antenna artificiale del transcei­ver HF che in questo momento eroga energia a RF, perciò non solo deve es­sere in grado di dissipare in calore la potenza massima applicabile di 10 W RMS ma deve garantire un rapporto di onde stazionarie contenuto e stabile anche in caso di sollecitazioni estre­me.
Nel transverter FK-855 il dummy load è costituito da 3 elementi resistivi di precisione prodotti dall’azienda inglese Beckman Industrial, capaci di sostenere in maniera continua singolarmente la potenza RF di 10 W
RMS e complessivamente di 30 W RMS, sono costruiti con tecnologia a
film spesso su substrato di allumina, offrono un’eccezionale robustezza che consente di sopportare picchi di potenza 20 volte più elevati (600 W RMS) senza distruggersi per un tempo di 5mse permettonodi ottene- re una bassissima reattanza anche a frequenze elevate, il che si traduce in un rapporto di onde stazionarie tipico
VSWR di 1,0 : 1 alla frequenza di 30 MHz,di1,2:1a144MHz, mentre
conferma l’ottimo comportamento alla frequenza di 170 MHz con un rappor­to che non supera il valore di
1,3:1.
Queste particolari prestazioni, oltre a garantire l’impedenza di un carico d’antenna ideale per lo stadio finale del transceiver pilota, permettono al transverter di sopportare al suo ingresso una potenza RF istantanea molto elevata in modo da conseguire un’affidabilità assoluta anche nel caso in cui lo stadio finale RF da 100 o 200 W PEP del transceiver HF applichi al dummy load per qualche secondo la sua massima potenza, condizione senz’altro inaspettata e da evitare as­solutamente, ma che in pratica per un’infausta combinazione o per errata manovra potrebbe verificarsi. Per cui durante il normale funzionamento, fornendo al transverter la potenza di eccitazione massima consigliata di 10 W RMS, il suo dummy load interno dissiperà soltanto un terzo della po­tenza continua consentita offrendo un rapporto di onde stazionarie stabile e sempre molto contenuto anche dopo prolungate trasmissioni.
Osserviamo ancora che dal dummy load sono prelevate due frazioni del forte segnale RF applicato ai suoi capi, la prima di queste attiva il di­spositivo RF VOX che provvede a commutare automaticamente l’intero transverter dalla fase di ricezione R a quella di trasmissione T disponendo senza l’ausilio di commutatori elettro-
meccanici le opportune tensioni, mentre la seconda è applicata al circuito di protezione del mixer.
Quest’ultimo dispositivo evita la distruzione del mixer, nel caso in cui l’eccessiva potenza RF applicata al dummy load determini livelli di segna­le proibitivi al suo ingresso.
La soglia d’intervento di tale prote­zione è fissata a 18 W RMS ed oltre ad agire sullo switch di sicurezza Siemens anteposto al mixer, isolando­lo così dal dummy load, bada a stabili­re una condizione di allarme attivan­do nello stesso tempo l’indicazione luminosa a led WARNING sul pannel­lo frontale ed un segnale acustico con intensità minima di 80 dB a 30 cm di distanza alla frequenza di 6,5 kHz. L’efficacia di un suono forte ed acuto è determinante per avvisare con tempe­stività l’operatore radio dell’eccesso di potenza RF applicata al transverter ed al tempo stesso impedisce qualsiasi fenomeno di feedback acustico giac­ché la frequenza emessa a 6,5 kHz cade fuori dalla banda passante au­dio di trasmissione che è normalmen­te estesa da 300 Hz a 3 kHz.
In ogni caso il limite di potenza RF fissato dal circuito di protezione è suf­ficientemente elevato da non provo­care interventi indesiderati sia duran­te il normale impiego del transverter fino alla potenza massima di eccita- zione RF di 10 W RMS sia mode­ratamente oltre.
La particolare configurazione cir­cuitale, in cui è inserito lo switch di protezione del mixer, non altera le caratteristiche d’impedenza del dum­my load a 50 che in qualsiasi condi­zione di funzionamento del transver­ter (ed anche a transverter spento) continuerà a mostrare al transceiver che lo pilota un carico RF affidabile con il medesimo rapporto di onde sta­zionarie.
Un’altra frazione del segnale di trasmissione a 28 MHz, prelevata dal dummy load a 50 , indicata con il vet-
tore TX LINE, è applicata ad un atte­nuatore resistivo presettabile che
riducendo il segnale RF, prima di ap­plicarlo al mixer, predispone la poten­za massima di eccitazione del transverter FK-855 per consentire la trasmissione anche con gli apparati portatili di limitata potenza.
Basterà spostare un ponticello estraibile posto in prossimità di questo attenuatore per pilotare il transverter con potenze RF da 3 a 5 W RMS ed ot­tenere in antenna una potenza com­presa tra 8 e 10 W RMS.
Come già accennato nella fase di ricezione, la perfetta equivalenza elettrica delle porte di ingresso e di uscita del mixer a doppio bilancia­mento SBL-1-1 consente ora di con­vertire il segnale RF a 28 MHz, ben ri-
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dimensionato dall’attenuatore preset­tabile, senza effettuare alcuna commutazione.
La miscelazione con il segnale LO a 22 MHz, sempre presente al terzo in­gresso del mixer, genera il nuovo se­gnale da trasmettere a 50 MHz che è diretto al primo circuito selettivo del preamplificatore di trasmissione
MOS-Fet TX – RF AMP dalla rete di adattamento e commutazione RF a
diodi PIN ora attivata in trasmissione dalla tensione T.
Il preamplificatore di trasmissione che è equipaggiato con un secondo
Dual Gate MOS-Fieldeffect Tetrode BF964 opportunamente polarizzato,
offre un guadagno massimo di 16 dB e normalmente al collaudo del transverter, attraverso la regolazione interna TX GAIN, il valore di ampli­ficazione è fissato a 8dB.
L’ampio margine di guadagno che riserva questa regolazione offre la possibilità, quando necessario, di adattare il transverter ai livelli di potenza erogabili dagli eccitatori HF All Mode professionali che, secondo standard, dispongono di un’uscita RF non superiore a 100 mW RMS.
Il segnale a 50 MHz convertito dal mixer, che stiamo amplificando, è già molto robusto e per questo motivo al preamplificatore TX RF AMP non sono richieste particolari doti di guadagno, il valore di 8 dB è perciò più che suffi­ciente per compensare le naturali perdite introdotte dal triplo filtro selettivo che definisce la banda passante complessiva della sezione trasmittente del transverter ottenendo una risposta estremamente piatta (1
dB max) nel range prestabilito di 2 MHz ovvero da 50 a 52 MHz e nello
stesso tempo una considerevole atte­nuazione dei segnali fuori banda.
Il segnale RF amplificato e filtrato possiede in questo momento un valore prossimo al centinaio di millivolt ed è idoneo per essere applicato agli stadi di amplificazione in classe A - TX BUFFER e TX DRIVER che aumenta­no ulteriormente e con assoluta linea­rità il livello RF fino ad ottenere una potenza di circa 1,5 W RMS.
L’energia a radio frequenza è ora al livello ottimale per essere amplificata dallo stadio finale push-pull del transverter formato da una coppia di transistor RF di potenza tipo 2SC1971 costruiti dalla società giapponese MITSUBISHI ELECTRIC, singolar­mente, alla tensione di 13,5 VDC que­sti semiconduttori erogano unapoten­za di 7 W RMS fino alla frequenza di 175 MHz con un efficienza di colletto­re quanto mai elevata, superiore al 70 %.
Sono inoltre particolarmente robusti (costruiti con tecnologia gold me­tallization and emitter ballasted) e
permettono all’intero stadio finale, eccitato alla massima potenza, di sopportare senza danni ed in maniera continua forti disadattamenti d’impe­denza al connettore d’antenna VSWR 20 : 1 max.
La speciale configurazione dello stadio finale RF push-pull del transverter FK-855 utilizza un trasfor- matore d’uscita bilanciato con un doppio circuito magnetico che insie­me alle eccellenti caratteristiche di li­nearità dei transistor 2SC1971 deter­minano un valore d’intermodulazione al two tone SSB test non superiore a
-50 dB (IMD di 3° ordine) alla tensione di 13,8 VDC per la potenza d’uscita di 10 W RMS su carico RF a 50 .
La potenza erogata dallo stadio push-pull attraversa ora lo switch RF a stato solido d’antenna che fa uso di speciali diodi PIN di potenza ap­positamente studiati e costruiti dalla società Microsemi Corporation americana, possono commutare in tutta sicurezza potenze RF superiori a 125 W RMS continui, con attenuazio­ne massima di 0,2 dB in un range di frequenze da 10 a 500 MHz, ed i tem­pi di risposta sono, come si può intui­re, istantanei.
Sono perciò paragonabili ai miglio­ri switch coassiali d’antenna ma non presentano gli inconvenienti tipici di questi dispositivi elettromeccanici che, come sappiamo, oltre alla lentez­za d’intervento sono caratterizzati da una vita operativa limitata dalle parti e dai contatti di commutazione in movi­mento.
Commutato ora dalla tensione T l’intero switch RF d’antenna dispone la sua uscita dirigendo il forte segnale RF verso il filtro passa-banda a sette poli, ottenendo così un’attenuazione complessiva tipica dei prodotti armonici superiore a -60 dB prima di essere applicato al connettore coas­siale UHF SO 239 ANTENNA.
Ma il filtro in questione oltre ad attenuare con progressiva efficacia tutti i segnali con frequenze superiori ai 58 MHz svolge altre due importanti funzioni: la prima permette di corto­circuitare tutte le tensioni estranee che si dovessero manifestare al con­nettore d’antenna del transverter, per evitare qualsiasi guasto causato da un’accidentale ma possibile rientro di energia elettrostatica attraverso il cavo di discesa d’antenna che nella maggioranza dei casi è connesso ad un sistema radiante elettricamente aperto e quindi senza balun (semplici dipoli, ground-plane, antenne Yagi con gamma-match, etc.); la seconda funzione si riflette sulle performance complessive della sezione ricevente del transverter nei confronti della reie-
zione d’immagine per l’attenuazione alle alte frequenze e, in questo caso (conversione 50/28 MHz), anche nei confronti della reiezione di media frequenza, infatti, il filtro è configurato in maniera tale da ottenere una progressiva attenuazione di tutte le frequenze che sono al di sotto della gamma dei sei metri, al test con gene­ratore tracking ed analizzatore di spettro il filtro mostra unapendenza di
-11 dB a 43 MHz,di-20 dB a 41 MHz ed ancora di -46 dB a 38 MHz, dieci megahertz più in basso a 28 MHz l’at­tenuazione supera i -62 dB.
Dal filtro si prelevano nello stesso tempo due frazioni del segnale RF a 50 MHz inviato in antenna, la prima di queste è disponibile per il circuito opzionale ALC F4AL5 che è in grado di fornire una tensione negativa variabile da 0 a-4 VDCproporzionale alla potenza che transita nel filtro, la seconda è applicata al rivelatore lineare del RF POWER meter led display.
Anche la tensione generata da questo rivelatore è proporzionale alla potenza d’uscita del transverter e pri­ma d’essere applicata al circuito led driver la sua ampiezza massima è adeguatamente regolata al valore di OVERLOAD.
Questa tensione, elaborata li­nearmente dal circuito led driver, consente di controllare visivamente ed in punti percentuali la potenza emessa dal transverter, perciò il di­splay a 10 led del RF POWER meter disposto sul pannello frontale fornisce una lettura del 100 % a 10 W RMS in antenna e sarà di 12 W RMS quando s’illumina il led di OVERLOAD.
Il livello di potenza indicato con quest’ultimo led avvisa l’operatore che lo stadio PA RFdel transverter non lavora nelle condizioni di massima li­nearità ed i valori tipici di intermodulazione saranno più elevati.
La visualizzazione a barra di led della potenza d’uscita è quanto mai veritiera anche in CW ed in SSB e non soffre di problemi d’inerzia meccani­ca come accade con gli strumenti indicatori tradizionali muniti di equi­paggio mobile e lancetta.
La stabilità delle caratteristiche di linearità dello stadio finale e di conse­guenza l’efficienza dell’intera sezione trasmittente del transverter è senz’al­tro legata al corretto equilibrio termi­co degli stadi di potenza RF.
Per ottenere un’adeguata stabilità complessiva di funzionamento, anche in condizioni ambientali estreme e dopo prolungati periodi di trasmis­sione, è incorporata nel transverter una ventola a velocità variabile che tiene conto dello stato di attività della sezione trasmittente e della tempera­tura di esercizio dell’intero stadio di
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potenza PA RF.
La ventola impiegata che si affaccia attraverso una griglia di protezione sul pannello posteriore del transverter è costruita dalla nota società tedesca PAPST: del tipo senza spazzole (brushless) e grande soltanto 40 mm di lato, può operare in un range di temperatura da -20 °C a+70 °C, possiede una portata di aria pari a 10 metri cubi / ora (il doppio delle concorrenti orientali) ed è garantita per 30.000 ore di funzionamento con­tinuo alla massima velocità di 6.000 giri a +40C. Gli speciali cuscinetti a sfere radenti e le particolari nervature delle pale del rotore, rendono il fun­zionamento di questo minuscolo ven­tilatore efficace e sempre molto silen­zioso, difatti per accorgersi della sua presenza ed avvertire il leggero fru­scio dell’aria espulsa, occorre avvici­nare l’orecchio al pannello posteriore del transverter.
Come già accennato in preceden­za, per alternare lo stato di fun­zionamento dalla fase di ricezione a quella di trasmissione e viceversa, il transverter FK-855 non fa uso di di­spositivi elettromeccanici ed impiega esclusivamente componenti allo stato solido sia per le commutazioni delle tensioni DC interne sia per i segnali a RF, pertanto i tempi di risposta per l’attivazione e la disattivazione della sezione trasmittente sono stabiliti dal circuito VOX RF.
Il ritardo tipico che l’automatismo introduce al momento della sua at­tivazione (led TX ON)èdi0,6 ms, mentre il tempo impiegato per riporta­re il transverter in fase di ricezione (led RX ON) è stabilito dalla costante di tempo modificabile con il tasto SSB presente sul pannello frontale.
Quest’ultimo quando è in posizione ON ed il relativo led SSB è illuminato, introduce un ritardo nella disattiva­zione della sezione trasmittente del transverter che vale 1,2 secondi ed è indispensabile per evitare che il circuito RF VOX commuti in maniera incontrollata in presenza di una potenza di eccitazione incostante che segue l’inviluppo della modulazione, come accade appunto in SSB, o addirittura spezzettata con punti, li­nee e brevi pause come nel caso del CW.
Quando il tasto SSB è in posizione OFF il ritardo massimo occorrente per riportare il transverter in fase di rice­zione vale soltanto 3msed è consi- gliato nei modi di emissione che pre­vedono una presenza stabile dellapo­tenza RF di eccitazione come in FM/AM etc.
Durante il normale impiego, pilo­tando il transverter nei modi di tra­smissione CW/SSB/FM, i ritardi che introduce il VOX RF nelle fasi di com-
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mutazione non costituiscono un pro­blema e quando il tasto SSB è disinse­rito, sono apprezzabili soltanto stru­mentalmente con l’ausilio di un oscilloscopio, ma in alcuni casi per soddisfare le esigenze di velocità del­le trasmissioni digitali che fanno uso di computer o TNC dedicati (ed oltre al packet tra queste oggi bisogna ricor­dare anche il CW veloce) e per non creare eccessivi ritardi nella catena di attivazione computer / transceiver / transverter, è possibile annullare i tempi di risposta del VOX RF control­lando la commutazione R/T del transverter in maniera diretta attraver­so l’ingresso PTT IN presente sul pannello posteriore.
Quest’ingresso è predisposto al collaudo per essere attivato dalla maggior parte dei transceiver in com­mercio e prevede, per la sua attivazio­ne, la chiusura del contatto verso mas­sa.
Nel caso in cui il transceiver o il trasmettitore che pilota il transverter sia dotato di un’uscita di controllo STBY dedicata che al momento della trasmissione fornisce una tensione positiva, occorrerà spostare un ponticello estraibile situato all’interno del transverter e posto fisicamente dietro al jack 3,5 mm PTT IN, in modo da predisporre l’ingresso per accetta­re una tensione continua positiva da +5 a+15 VDC.
Per offrire la possibilità di sincro­nizzare la commutazione R/T di un amplificatore di potenza, eventual­mente utilizzato in unione al transver­ter FK-855, è disponibile sul pannello posteriore la presa jack 3,5 mm PTT OUT.
Quest’uscita chiude verso massa una qualsiasi tensione positiva fino a +24 VDC con una corrente massima di 250 mA (proveniente dagli av­volgimenti dei relè oppure dai circuiti R/T dell’amplificatore di potenza da controllare) nello stesso istante in cuiil transverter commuta il suo stato di fun­zionamento in trasmissione (led TX ON).
Concludiamo il viaggio intrapreso all’interno del transverter FK-855 apprezzando la presenza delle provvidenziali protezioni in corrente e contro le accidentali inversioni di polarità nei due rami dei circuiti di alimentazione, ed ancora, disposto proprio al connettore di alimenta­zione, un efficace filtro RFI composto da quattro elementi induttivi avvolti a coppie su nuclei ferromagnetici di diversa permeabilità al fine di produr­re, in uno spettro di frequenze molto esteso, una forte attenuazione di qual­siasi segnale di disturbo eventual­mente condotto attraverso i cavi di ali­mentazione.
IL TRANSVERTER FK-855 WIDE
Vediamo in fig. 3 lo schema a bloc­chi del transverter FK-855 WIDE che, replicando le caratteristiche inno­vative già introdotte dal modello FK­855, estende le frequenze operative a 4 MHz complessivi, coprendo completamente la banda dei sei metri da 50 a 54 MHz secondo le indicazio­ni dei Band Plans ARRL (Amateur frequency operation recom­mendations).
Come si può notare l’ampliamento della banda passante non è stato otte­nuto degradando il fattore di merito dei circuiti selettivi che compongono i filtri di banda perché questo metodo, sebbene sia molto economico, avreb­be provocato soltanto un sostanziale peggioramento generale delle carat­teristiche del transverter, soprattutto in ricezione nei confronti della reiezione ai segnali di disturbo fuori banda sem­pre presenti in qualsiasi centro urbano.
Per assicurare un funzionamento con guadagno e selettività costanti sull’intera banda si è preferito perciò suddividerla in due parti da 50 a 52 MHz eda52 a 54 MHz edi conseguenza sintonizzare sulle due porzioni di frequenze i filtri selettivi della sezione ricevente e trasmittente del transverter FK-855 WIDE.
La funzione di sintonia è svolta da otto coppie di diodi varicap che collegati singolarmente col metodo “back to back”, allo scopo dineutraliz­zare l’effetto di rettificazione del se­gnale RF presente ai loro capi, varia­no la frequenza di risonanza dei sin­goli circuiti accordati senza introdurre fenomeni di distorsione.
Lo schema a blocchi evidenzia ancora che per la sintonizzazione (frequency tracking) dei filtri di banda di ricezione e di trasmissione sono utilizzati due distinti controlli elettroni­ci regolabili separatamente, chiamati rispettivamente, RX HI-BAND PRESET e TX HI-BAND PRESET.
I controlli separati di frequency tracking consentono di affinare la ri­sposta in frequenza dei filtri di banda in modo indipendente per ottenere una precisa definizione della banda passante complessiva del front-end senza interferire con la sintonizzazio­ne del preamplificatore di trasmissio­ne che, come abbiamo già visto per il transverter FK-855, possiede una diversa figura di merito (prodotto guadagno-banda).
Quando l’operatore inserisce il tasto HI-BAND presente sul pannello fron­tale ed il relativo led si illumina i due controlli di tracking saranno attivati si­multaneamente dal circuito HI-BAND SWITCH DRIVER, sintonizzando il transverter sul segmento di frequenze
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intervengano fenomeni di intermodu­lazione.
La reiezione ai segnali interferenti è stata verificata simulando all’ingresso del transverter un segnale a 48 MHz debitamente modulato N.B.FM ed iniettato (attraverso combinatore a 50 ) insieme al segnale da ricevere di in­tensità costante pari a 2,2 V (-100 dBm), con frequenza di 51 MHz per il test in gamma bassa da 50 – 52 MHz e di 53 MHz per quello in gamma alta da 52 – 54 MHz: il livello di segnale a 48 MHz necessario per provocare i primi segni di intermodulazione è sta­to di 1.600 mV (+17 dBm) in gamma bassa, mentre commutando il transverter sulla banda alta il livello è stato di 2.800 mV (+22 dBm).
Per effetto della sintonizzazione il transverter diventa selettivo anche all’interno della stessa banda dei sei metri, difatti simulando con lo stesso metodo già impiegato un segnale interferente a 53 MHz, mentre il transverter riceve in gamma bassa, il livello necessario per avvertire la presenza del segnale di disturbo è stato di 800 mV (+11 dBm), ed anco­ra simulando un segnale interferente alla frequenza di 51 MHz e commu­tando il transverter con il tasto HI- BAND sulla banda alta 52 – 54 MHz, il livello del segnale di disturbo è stato di 1.000 mV (+13 dBm).
In fig. 4 tutte le altre caratteristiche del transverter FK-855 WIDE che coin­cidono con quelle del modello FK-855 comprese le frequenze di conversione disponibili sui sei metri ovvero: 26/50 MHz - 28/50 MHz - 144/50 MHz.
Fig. 3
52 - 54 MHz.
Si ottiene con questo sistema un miglioramento della selettività in ricezione sia nei confronti dei segnali estranei fuori banda sia per quelli in banda, nello stesso tempo in tra­smissione non ci saranno “buchi” o attenuazioni di guadagno fino ai limiti estremi della banda concessa, con una risposta praticamente piatta da
50 a 54 MHz.
Per definire con gli appropriati va­lori la banda passante del front-end è stato simulato un segnale interferente distante 2 MHz dall’inizio della banda dei sei metri per stabilire quali sono i livelli di segnale massimo che il front­end del transverter FK-855 WIDE può sopportare, lavorando nei due segmenti di frequenze, prima che
READY ON SIX CON GLI ALL MODE TRANSVERTER FK-855 E FK-855 WIDE
Tolto dall’imballo e dalla busta di protezione è fornito in confezioni separate di cavetto rosso/nero di alimentazione intestato con spina a quattro poli e manuale d’uso in ita­liano e inglese.
Come si vede in fig. 5 le chiare indicazioni stampate sul pannello posteriore ci aiuteranno nel semplice cablaggio che bisognerà effettuare per rendere operativo il transverter FK-855 con il transceiver HF/VHF adatto allo scopo (fig. 6).
Basterà disporre di un buon ali­mentatore capace di erogare 5 Ampe­re continui con una tensione di 13,8 VDC dove potremo collegare il cavet­to d’alimentazione fornito ed infine preparare un raccordo in cavo RG58 intestato alle estremità con due connettori coassiali PL 259 (la lun­ghezza non è importante  basta non esagerare !).
Con il transverter spento (tasto
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CARATTERISTICHE GENERALI FT-855 / FK-855 WIDE
Frequenza di conversione:
Modi di emissione: CW, SSB, FM, F1/F2 Packet, AFSK, AM Impedenza ingresso/uscita: 50Wsbilanciati - connettori coax UHF SO 239 Temperatura operativa: 0°C - +50°C /ventilazione forzata controllata elettronicamente Stabilità di frequenza: migliore di ± 1 ppm / 20 min. warn up Alimentazione/protezioni: 13.8 VDC ± 10 % / protezioni inversione polarità - corrente * Assorbimento: RX - 0,3 A TX-3,6 A max 10 W RF/TX - 6,4 A max 30 W RF Dimensioni / peso: mm 49 (A) x 220 (P) x 244 (L) FK-855 kg 1,4 - FK-855 WIDE kg 1,7 SEZIONE TRASMITTENTE Potenza RF d'ingresso: 8~10 W RMS - 3 ~ 5 W RMS - 100 mW RMS ** - preset interno Potenza applicabile al dummy: 30 W RMS continui/600 W RMS max per 5 ms Intervento protezione d'ingresso:18 W RMS ± 1 W Segnalazione intervento protezione: acustica con frequenza +8,5kHz, livello +80dB /ottica WARNING Commutazione RX/TX: VOX RF input 50 mW ~10W RMS/diretta PTT IN/uscita PTT OUT Attivazione VOX RF - TX ON Disattivazione VOX RF - RX ON:£3 ms switch SSB OFF /1,2 s switch SSB ON - preset interno VSWR ingresso RF IN: tipico 1,1:1 - max 1,3:1 Banda passante: Guadagno preamplificatore TX: +16 dB max - Preset interno FK-855 Potenza RF d'uscita:
Emissioni armoniche: contenute entro -60 dB SEZIONE RICEVENTE Guadagno preamplificatore RX: +18,5 dB max Fattore di rumore: tipico 0,8 dB 50-72 MHz - tipico 1 dB 144-146 MHz Guadagno alla frequenza d'uscita: regolazione fine esterna 0 dB ~ +6 dB Banda passante: FK-855 2 MHz ± 2 dB - FK-855 WIDE 4 MHz ± 1,5 dB Reiezione di media frequenza attenuazionemigliore di 85 dB Reiezione frequenza immagine: attenuazione migliore di 80 dB
* Ingresso alimentazione protetto RFI ** FK-855 WIDE 100 mW RF IN disponibile su richiesta
Fig. 4
POWER OFF) s’infila la spina a quattro poli d’alimentazione nella presa POWER IN, si connette il cavo di di­scesa dell’antenna dei 50 MHz
FK-855
26/50 MHz - 25/50 MHz - 144/50 MHz - 26/70 MHz
28/70 MHz - 144/70 MHz - 26/144 MHz - 28/144 MHz
FK-855 WIDE
£
0,6 ms - preset interno
FK-855
FK-855 - FK-855 WIDE FK-855 R - FK-855 WIDE R
26/50 MHz - 28/50 MHz - 144/50 MHz
2 MHz ±1 dB -
FK-855 WIDE
10 W RMS @ 13,8 VDC
30 W RMS @ 13,8 VDC
4 MHz ± 1 dB
intestato anch’esso con un PL 259 nel connettore ANTENNA del transverter, si connette il cavetto coassiale in RG58 già preparato, tra l’uscita d’an-
tenna1o2(sedisponibile) del tran­sceiver HF/VHF e l’ingresso RF IN del transverter FK-855 e bene .. il cablaggio è terminato !
IN RICEZIONE SUI 50 MHz
Premendo il tasto POWER del transverter sia il relativo led di accen­sione sia il led RX si illumineranno e sintonizzando il transceiver (per es. in HF) a 28.150 MHz si è in ascolto sulla frequenza europea di chiamata continentale in SSB 50.150 MHz.
I transverter FK-855 e FK-855 WIDE sono regolati al collaudo per fornire un guadagno in ricezione di +6 dB, perciò se il transceiver possie-
de un preamplificatore d’antenna bisognerà disattivarlo, diversamente in alcuni casi il segnale fornito dal transverter potrebbe provocare feno­meni di intermodulazione o di bloc­king in presenza di segnali forti o loca­li, degradando le prestazioni generali.
Ugualmente se il transceiver che si adopera a 26/28/144 MHz possiede un’elevata sensibilità, oppure il suo preamplificatore non è escludibile, si può intervenire sulla regolazione GAIN RX presente sui pannelli posteriori dei transverter.
Questa regolazione fine può ridurre il guadagno della sezione ricevente del transverter adattandolo alle possi­bilità dinamiche del front-end del transceiver impiegato, la calibrazione è attuata da un trimmer di precisione a 20 giri che nel senso di rotazione indicato a stampa riduce il guadagno di 0,3 dB / giro.
Certamente tutti gli apparati amatoriali HF/VHF All Mode solid-sta­te di concezione moderna non pre­senteranno problemi in ricezione per­ché normalmente dispongono di un preamplificatore escludibile ed an­che di un attenuatore inseribile (-6
-12 dB) pertanto nella maggioranza delle installazioni non sarà necessario regolare il guadagno.
Ad ogni buon conto i manuali d’uso
Fig. 5
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Fig. 6
dei transverter forniscono tutti i dettagli sulla calibrazione del guada­gno e descrivono con molta chiarezza le semplici operazioni da compiere per ottenere le prestazioni attese.
Le esperienze maturate sul campo con l’impiego dei più diffusi apparati amatoriali di classe elevata in gamma HF 26 30 MHz ed i transverter della serie FK-855, hanno dimostrato che i migliori risultati in ricezione si ottengono tenendo esclusi sia il preamplificatore sia l’attenuatore d’antenna del transceiver, in queste condizioni, se l’S meter è ben tarato, il segnale che apprezzeremo perS9in realtà sarà S 8 (bisognerà sottrarre il gain di +6 dB fornito dal transverter), ed è bene ricordarlo se si riferiscono i controlli al corrispondente.
Quando un qualsiasi radioricevito­re è collegato ad un’antenna sarà sottoposto ad una certa quantità di se­gnali sicuramente variabile sia per numero sia per intensità, di conse­guenza la sua reale gamma dinamica sarà definita dalla capacità di operare con tutti questi segnali contempora­neamente.
E’ ovviamente impossibile simulare al banco misure, con i vari generatori RF, il variegato panorama radioelettri­co che un radioricevitore “vede” attra­verso la sua antenna, ecco perché tut­te le prove effettuate in condizioni operative reali possono fornire molto spesso indicazioni più attendibili in merito alle vere capacità dinamiche che l’intero sistema ricevente può offrire e quale sia in definitiva la massima sensibilità ottenibile.
Le prove che saranno descritte tra breve sono state effettuate in condizio­ni radioelettriche particolarmente dif­ficili ma allo stesso tempo sicuramente
non eccezionali giacché molto spesso è possibile verificare condizioni simili in qualsiasi centro urbano a media o alta densità abitativa: l’antenna Yagi a cinque elementi utilizzata durante i test (fig.7e8) ètutt’oggi installata alla distanza di circa 150 metri dai com­plessi sistemi di antenne ad alto gua­dagno di una broadcasting locale non-stop che emette con potenze di 1000 W, 300 W e 100 W su tre diverse frequenze FM, sicuramente più di 500 600 W al picco video in gamma bassa UHF TV (attenzione, queste sono le potenze applicate alle antenne enon i valori ERP effettivamente irradiati) ed un corollario di link RF con frequenze e potenze assortite che trasmettono i
Fig. 7
segnali verso altre destinazioni. Presenti inoltre diversi segnali di cordless illegali (almeno in Italia) in gamma 48 49 MHz, alcuni di questi capaci di provocare tensioni al con­nettore d’antenna della Yagi con valo­ri prossimi al centinaio di millivolt in tutte le ore del giorno e fino a tarda sera.
Sono stati provati insieme alle ver­sione 28/50 MHz del transverter FK­855 ed alla versione 144/50 MHz del transverter FK-855 WIDE per più di 100 ore complessive d’attività in gam­ma sei metri, un transceiver HF al top delle classifiche amatoriali e un bibanda All Mode VHF / UHF, messi a confronto con un ham transceiver HF/50 MHz e un transceiver multiban­da (sei metri compresi) tuttofare d’ulti­ma generazione secondo lo schema in fig. 7.
Per quanto possibile, tutti i tran­sceiver sono stati confrontati a parità d’impostazioni di larghezza di banda dei filtri IF e senza l’ausilio di riduttori di rumore sofisticati (DSP, NB, NR, etc.) e durante l’attività in banda con buona propagazione, rapportando la classe degli apparati (tutti comunque dal costo multimilionario), non sono state registrate differenze sostanziali e degne di nota, né tantomeno fenomeni di sovraccarico da forti emissioni in banda di altri Old Man lo­cali ben attrezzati per i sei metri, quando però i segnali sono scesi di li­vello e si sono avvicinati al rumore at­mosferico naturale, gli apparati muniti di transverter hanno mostrato tutti i vantaggi forniti dall’aggiunta di una nuova conversione con front-end se­lettivo a bassissimo rumore e +6 dB di guadagno: un punto S che in molte
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occasioni fa la differenza.
In molti momenti dell’attività di ascolto e durante lo svolgimento di di­versi collegamenti con corrispondenti europei, sud africani, e sud america­ni, comparando le prestazioni con ve­loci commutazioni tra gli apparati, al volgere dell’effetto ionosferico, l’in­serzione dei preamplificatori d’anten­na (in media +10 dB) sui transceiver muniti dei sei metri (così da eguaglia­re e superare il guadagno fornito dai transverter) ha dato risultati disastrosi, spesso “annegando” irrimediabil­mente nel rumore e nei disturbi i de­bolissimi segnali.
Per ottenere un’ulteriore conferma dell’efficienza dei transverter e non essere eccessivamente influenzati dalla diversa qualità degli apparati, dalla quantità di conversioni IF (il tran­sceiver HF in prova disponevadi quat­tro conversioni e il bibanda VHF/UHF di due) e dalle differenti caratteristi­che dinamiche, è stato attuato lo sche­ma di fig. 8, installando sotto la stessa antenna soltanto i due transceiver a doppia conversione multibanda mu­niti di 50 MHz, oggetto della prece­dente comparazione, ed i transverter FK-855 e FK-855 WIDE in funzione di terza conversione per i sei metri, nelle versioni con frequenze 144/50 MHz e 26/50 MHz.
Puntualmente la nuova conversione aggiunta ha permesso in moltissime occasioni di ascoltare i corrispondenti con i segnali più deboli e al limite del rumore in maniera più netta e definita, in poche parole si è rivelato un ascolto più chiaro a tutto vantaggio dell’intel­ligibilità del segnale ricevuto, grazie anche al punto S di guadagno dei
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Fig. 8
transverter, diversamente, nelle gra­vose condizioni radioelettriche già descritte, non realizzabile con i preamplificatori contenuti nei transceiver multibanda in prova.
IN TRASMISSIONE SUI 50 MHz
Se il transceiver HF/VHF prescelto è stato costruito negli ultimi 20 anni sarà certamente dotato di regolazione continua della potenza RF d’uscita (RF POWER) regolabile dal pannello fron­tale o presettabile attraverso menù, in qualsiasi maniera, prima di trasmet- tere con i transverter FK-855 e FK-855 WIDE, Ł necessario portare questo controllo al minimo, in queste condi­zioni la potenza d’uscita Ł normal-
mente tra i cinque e i dieci Watt RMS e se si sceglie di trasmettere in
SSB è buona norma ridurre il controllo di mike gain e premere il tasto SSB del transverter.
In trasmissione è possibile regolare con facilità il livello della potenza d’u­scita del transceiver pilota guardando i livelli percentuali del display RF POWER meter del transverter.
Non superando i livelli percentuali
evidenziati dai led rossi 90 100 %
non si oltrepassa il limite massimo di potenza indistorta che lo stadio finale PA RF push-pull può erogare in anten­na e si emette in banda un segnale sempre spettralmente pulito ed esente da fenomeni di flat-topping a benefi­cio della qualità dell’emissione che, com’è emerso dalle misure e dai di­versi rapporti ricevuti durante l’attività in fonia SSB, è stata sempre super­lativa.
Attraverso la lettura del led display RF POWER si può ottenere la migliore linearità degli stadi amplificatori di trasmissione in tutti i modi operativi possibili, una completa casistica è de­scritta nei manuali d’uso a corredo dove sono indicati i livelli ottimali in base al modo di emissione scelto.
In trasmissione, nei pile-up più estenuanti, oppure nei lunghi e di­stensivi QSO locali ed in ogni condi­zione ove sia stata richiesta un’attività continua degli stadi finali PA RF dei transverter, non è stato mai avvertito alcun riscaldamento o “colpo” dicalo­re, confermando l’estrema efficacia dei sistemi di ventilazione a velocità variabile incorporati.
Il costo del transverter FK-855 costruito in sei versioni con frequenze
26/28/144 MHz e conversioni da 50 a52MHzeda70a72MHz
e due versioni con frequenze 26 MHz oppure 28 MHz e conversione da 144 a 146 MHz è di Lit. 470.000 pari ad Euro 242,73.
Il costo del transverter FK-855 WIDE, disponibile in tre versioni con frequenze 26/28/144 MHz e conver­sione da 50 a 54 MHz è di Lit. 580.000 pari ad Euro 299,54.
Disponibili anche i nuovi modelli “R” che erogano 30 W RMS in antenna in tutte le versioni già elencate:
FK-855 R  Lit. 635.000 pari ad Euro 327,95 FK-855 WIDE R .. Lit. 737.000 pari ad Euro 380,63.
Maggiori informazioni si possono richiedere direttamente alla società
AEMME costruzioni radioelettroni­che Tel. / Fax – 0962 - 21873 [email protected]
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