Lewitt Lct 640 Specification

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TEST
di Andrea Benassai
www.compmusic.it
LEWITT AUTHENTICA LCT 640
LEWITT AUTHENTICA LCT 640
CONDENSATORE MULTIPATTERN
Arriva una nuova serie di prodotti professionali e competitivi dall’Austria, concepiti per gli utenti più esigenti alla ricerca di un timbro singolare, con tanti controlli e abbondanza di diagrammi polari per tutti i tipi di ripresa.
PRO
Colore personale e ben gestibile
Elettronica silenziosa Multipolarità e controlli
CONtRO
Broad Cardioid quasi omnidirezionale
Effetto prossimità molto pronunciato
Il Lewitt LCT 640 è il modello di punta della serie Authen­tica, il top della gamma del produttore viennese Lewitt. Si tratta di un microfono a condensatore multipattern a dia­framma largo (1”) con una interessante integrazione elettro­nica di controllo. I diagrammi polari di ripresa sono i consue­ti omnidirezionale, fi gura a 8 e cardioide, cui si aggiungono il broad cardioid e il supercardioide, che vanno intesi come posizioni intermedie. La banda passante è 20 Hz/20 kHz, e la pressione sonora sopportata è di circa 145 dB. Il rumore generato è molto basso (10 dB in posizione car­dioide), il che conduce il rapporto segnale/ru­more ad attestarsi intorno agli 84 dB, e la di­namica generale a ben 135 dB. La sezione di controllo (Fig. 1), che è retroil­luminata segnalando ogni scelta fatta dall’u­tente con una spia dedicata, consente di ap­plicare un pad di 6, 12 o 18 dB. In aggiun­ta, oltre alla confi gurazione di ripresa, è possibile attivare un fi ltro passa alto a 40 Hz (pendenza di 12 dB/ottava), a 150, o a 300 Hz (pendenza di 6 dB/ottava). Tutte queste selezioni sono attivabili da tre grandi pulsan­ti montati sul corpo del microfono: il
pulsante centrale consente anche di bloccare lo status ge­nerale dell’elettronica per evitare modifi che accidentali du­rante la gestione del microfono stesso, stato evidenziato dal­lo spegnimento del logo Lewitt. Questa spia, normalmente retroilluminata di un bianco algido come tutte le altre, lam­peggia in rosso in caso di clipping consentendo una lettura rapida ed effi ciente della pressione sonora in entrata e per­mettendo così all’utente di attenuare di conseguenza il se­gnale con il pad interno. È implementata anche una interessante funzione di control­lo automatico del clip che si attiva tenendo premuto per più di due secondi il pulsante del pad: con questa funzione atti­vata il logo Lewitt diventa rosso e, in caso di clip, il microfo­no passa automaticamente a un valore di attenuazione più elevato. È disponibile anche una memoria del clip, che mostra se durante l’ultima sessione ci sono stati problemi: premendo per più di due secondi il tasto del fi ltro passa alto tutti gli in­dicatori si spengono a eccezione del pad che lampeggerà in caso di presenza di clip, mentre il logo si alternerà tra bian­co e rosso. Tutte le funzioni di controllo sono noiseless, dun­que non generano rumori nel percorso del segnale. La con­fezione comprende un’ottima valigetta in alluminio, un sup-
porto antishock e una busta protettiva, oltre a un manua-
le molto ben fatto e assai esplicativo.
AnAlisi TECniCA
L’analisi del comportamento del Lewitt LCT 640 (Fig. 2) è complessa: richiederà un po’ di pazien­za, ma alla fi ne i dati da analizzare risulteranno
molto interessanti. Parto dalla confi ­gurazione omnidirezionale, che è la più lineare nel rapporto direzionali­tà/frequenza (Fig. 3). Il Lewitt LCT 640 è per sua natura un microfono abbastanza colorato sulle frequen-
Fig. 1 - Particolare della sezione
di controllo
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ze estreme, e questa colorazione è percepibile chiaramen­te fi n dal primo utilizzo. La fi gura omnidirezionale è for­se quella che sulla carta ha la colorazione più accentua­ta, con uno shelving pronunciato centrato a 10 kHz. Usa­to come microfono d’ambiente sulla batteria mi ha subi­to lasciato qualche dubbio proprio a causa di questa colo­razione eccessiva: i piatti erano molto più defi niti di quello che mi aspettassi, e la compressione a valle era molto dif­fi cile da gestire. Tuttavia c’è un modo per aggirare il pro­blema: man mano che si sale come frequenza il Lewitt si comporta molto più come un cardioide che come un om­nidirezionale, e puntando il microfono all’opposto rispetto alla fonte sonora, ho ritrovato quella linearità che mi aspet­tavo da una capsula omnidirezionale. Non so quanto que­sta caratteristica sia pregevole in una ripresa ambienta­le in altre condizioni, ma sicuramente l’angolo così stret­to può essere vantaggioso in diverse occasioni, soprattutto quando non si cerchi uno strumento assolutamente neu­tro o un comportamento da omni puro. La linearità si ottie­ne sopra i 2 kHz, ma l’ascolto personale tende a farmi af­fermare che l’angolo di ripresa tende a stringersi ben pri­ma di quella soglia. Proprio per questo la differenza con broad cardioid è po­co sensibile, al punto che il comportamento generale nel­le alte frequenze assomiglia a un ipercardioide, tanto il fuo­co di ripresa è stretto. Nelle tante riprese che ho fatto non ho mai usato il Lewitt in questa posizione, tanto assomi­gliava alla posizione cardioide che, in fondo, è quella che si tende a usare più frequentemente (Fig. 4). In modalità car­dioide (Fig. 5) il Lewitt si rivela uno strumento eccellente, con una reiezione molto spiccata sul retro. È bene precisa­re subito che, in qualsiasi posizione, il fuoco di ripresa non è mai stretto ma questo comportamento peculiare non è un
Fig. 2 - Particolare
della capsula
difetto, essendo compensato da un suono generale molto ricco e ben equilibrato. Proseguendo nell’analisi si incon­tra la fi gura di supercardioide (Fig. 6), che altro non è che un cardioide con una maggiore sensibilità posteriore loca­lizzata in un unico lobo. Questa è la fi gura che ho sempre preferito registrando delle voci, potendo disporre di un am­biente di ripresa abbastanza spazioso per non concedere al lobo posteriore rifl essioni troppo ravvicinate. La differen­za sulla carta è poco rilevante, ma nell’uso quotidiano è ve­ramente notevole: con il supercardioide si possono ripren­dere strumenti acustici (compresa la voce umana) bagnan­doli a piacimento con un po’ di ambiente, creando così una sensazione di naturalezza non raggiungibile con un sem­plice cardioide, magari in un campo semi anecoico. Dosa­re la quantità di ambiente è molto facile, e basta allontanar­si o avvicinarsi a superfi ci più o meno rifl ettenti col lato po­steriore del microfono: anche in situazioni non ottimali di ri­presa sarà sempre possibile trovare un bilanciamento ec­cellente tra suono diretto e rifl essioni, consentendo ai suo­ni di trovare sempre uno spazio naturale nel mix, senza ag­giunta di altro. Conclude questa breve analisi la fi gura a otto (Fig. 7), sem­pre molto generosa nella dimensione dei lobi: facendo una registrazione M-S l’apertura non è mai drastica, e la ripresa a 90° tende sempre a sporcare il segnale ripreso dal cardio­ide. La conclusione è che il Lewitt in questa modalità non è molto adatto a riprese di precisione, ma risponde in modo eccellente come microfono d’ambiente puro, conservando sempre una naturalezza non comune.
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Fig. 3 - Diagramma polare e risposta in frequenza, Omnidirezionale
Fig. 4 - Diagramma polare e risposta in frequenza, Broad Cardioid
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in PRoVA
La prova di LTC 640 non è impresa da poco, viste le nume­rose possibilità offerte sia dalle cinque polarità, sia dall’otti-
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Fig. 5 - Diagramma polare e risposta in frequenza, Cardioide
Fig. 6 - Diagramma polare e risposta in frequenza, Supercardioide
Fig. 7 - Diagramma polare e risposta in frequenza, Figura a otto
mo fi ltro passa alto in dotazione. Essendo impossibile valu­tare le tante permutazioni sarà opportuno riportare una se­rie di osservazioni comuni a tutte le modalità operative. Il Lewitt LCT 640 è un microfono molto ben riuscito, tenden­zialmente poco lineare ma molto ben caratterizzato. Le me­die sono sempre molto a fuoco, in maniera quasi impieto­sa tanta è la linearità della capsula in quel range, mentre le basse e le acute sono sempre enfatizzate, ma mai in modo esagerato. Il colore del Lewitt è ben modifi cabile in fase di rielaborazione, caratteristica che denuncia una sostanzia­le assenza di zone d’ombra nello spettro trasdotto. Sembre­rebbe un ottimo microfono cinese, e forse lo è, dato che sul­la scatola è chiaramente impressa la sua provenienza orien­tale. In termini di paragone assomiglia molto alle serie mi­gliori di AKG 414, superandole però in morbidezza gene­rale e in defi nizione sulle estreme. È particolarmente indi­cato per riprese in cui si sia un po’ a corto di corpo e di punch, passando in modo trasversale dalle chitarre elettri­che a quelle acustiche, transitando per le voci fi no ad arriva­re alle batterie. In realtà non esiste un vero tallone d’Achille per il Lewitt, se si cerca una certa personalità e se non si ha paura di sperimentare con le cinque modalità polari in asso­ciazione con la posizione della fonte sonora all’interno del­la stanza di ripresa. Unico particolare che richiede attenzione in fase di posizio­namento è l’effetto prossimità molto pronunciato: andando oltre direi che in generale il 640 sembra un microfono estre-
mamente morbido, prono alla pressione sonora che tuttavia non lo mette mai in crisi. Questa morbidezza, che appartie­ne alla sfera prettamente meccanica relativa alla capsula, si avverte in maniera decisa anche con poca pressione sono­ra fi no a divenire evidente man mano che la pressione stes­sa cresce: sembra sempre di essere vicini all’ingresso trion­fale della distorsione, e invece l’ampio headroom ci consen­te ancora qualche dB in più di spinta senza generare arte­fatti sgradevoli. Come è evidente, la scarsa resistenza opposta dalle mem­brane rende il Lewitt abbastanza succube degli spostamen­ti d’aria violenti, e dunque anche in fase di ripresa di ampli­fi catori è bene valutare l’uso di un fi ltro anti-pop per evita­re confusione sulle basse frequenze. I cantanti che amano fl irtare con i microfoni potrebbero avere qualche problema nel dosare le plosive, e anche a gestire una roboanza che già a una quindicina di centimetri di distanza non è più av­vertibile. La costruzione generale è ottima e il peso generale lo dimo­stra (con il supporto in dotazione si supera il mezzo chilo); un apprezzamento particolare va al supporto antishock che, sebbene non molto effi ciente in termini di isolamento, è ot­timamente costruito e tiene il microfono in posizione in ogni situazione, anche la più disagevole. Alcune opzioni di controllo sono interessanti ma assai pe­ricolose: mi riferisco in particolare alla gestione automati­ca del pad; personalmente preferisco trovarmi di fronte a un problema di clip (anche se 135 dB di dinamica sono ve­ramente diffi cili da oltrepassare) piuttosto che una traccia che, con l’evolversi della dinamica, si abbassa in automatico con gradini di 6 dB; ogni giudizio in merito però è puramen­te soggettivo, e soprattutto la clip history può rivelarsi utile quando il Lewitt è esposto a fonti sonore molto violente tipo una batteria, per una revisione precauzionale da fare prima della registrazione vera e propria.
Fig. 8 - Particolare dell’interno
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ConClusioni
Il Lewitt LCT 640 non è un microfono di precisione ma guadagna con gli interessi in termini di sonorità quanto perde in precisione, trasformandosi in un ottimo strumen­to di ripresa, molto pieno, ricco, personale. È estremamen­te silenzioso e può spaziare dalla ripresa di strumenti flebili fino agli amplificatori più indemoniati senza perdere nien­te delle sue caratteristiche peculiari né della sua persona­le impronta sonora. Usato come cardioide è già un ottimo investimento, e per chi fosse interessato soltanto a questo diagramma segnalo il modello LCT 540; i diagrammi pola­ri del LCT 640 non sono tutti ugualmente utili, ma sicura­mente offrono una versatilità invidiabile per un microfono dal prezzo sostanzialmente contenuto, che si colloca quali­tativamente in una fascia di prezzo ben superiore alla sua. È uno strumento nato anche per sopportare grandi pres­sioni ma lo consiglio soprattutto a chi deve registrare stru­menti acustici di pregio in ambienti ben suonanti: con que­sti presupposti non farà rimpiangere prodotti più noti e ben più costosi.
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ESEMPI AUDIO LEwItt LtC 640
password: 1ew640
0711LL01 Voce femminile con scarsa pressione registrata
col Lewitt, pre Neve Prism, flat.
0711LL02 Voce femminile con scarsa pressione registrata
con un U87 e Neve Prism, flat.
0711LL03 Voce femminile registrata col Lewitt, pre Neve
Prism, flat.
0711LL0 4 Voce femminile registrata con un U87 e Neve
Prism, flat.
0711LL05 Voce femminile registrata col Lewitt in posizione
Broad cardioid.
0711LL06 Voce femminile registrata col Lewitt a figura di otto. 0711LL07 Flicorno registrato col Lewitt (card.), pre Summit
audio TPA200, flat.
0711LL08 Flicorno registrato col Royer 101, pre Summit
Audio TPA200, flat.
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