BALTUR BAR 71÷1315 MANUALE TECNICO (Ediz. 2001-07)

CALDAIE IN ACCIAIO
Ediz. 2001-07
SERIE
BAR 71÷1315
INSTALLAZIONE USO E MANUTENZIONE (da conservarsi a cura dell'utente)
INFORMAZIONI GENERALI Introduzione
Il libretto istruzioni costituisce parte integrante ed essenziale del prodotto e dovrà essere consegnato all'utilizzatore. Leggere attentamente le avvertenze contenute nel libretto in quanto forniscono importanti indicazioni riguardanti la sicurezza di installazione, d'uso e manutenzione. Conservare con cura il libretto per ogni ulteriore consultazione. Questo manuale fornisce un riepilogo di tutto ciò che deve essere osservato in fase di instal­lazione, manutenzione ed uso, delle caldaie Baltur, gamma BAR.
Scelta della caldaia
Per una scelta ed una applicazione corretta delle caldaie BAR bisogna attenersi alle istruzioni contenute qui di seguito.
Installazione
L'installazione delle caldaie e degli equipaggiamenti ausiliari, relativi all'impianto di riscalda­mento, dev e essere conforme a tutte le norme e regolamentazioni vigenti ed a quanto previsto dalla legge. L'installazione e l'avviamento delle caldaie e del relativo impianto di riscaldamento, devono essere eseguiti da personale autorizzato e professionalmente qualificato. Per personale professionalmente qualificato si intende quello avente specifica competenza tecnica nel settore dei componenti di impianti di riscaldamento ad uso civile e produzione di acqua calda ad uso sanitario e, in particolare, i Centri di Assistenza autorizzati dal costruttore.
Primo avviamento
Lo scopo principale del primo avviamento, è di verificare il buon funzionamento di tutti i dispo­sitivi di sicurezza e controllo. Prima di lasciare l'impianto, la persona incaricata del primo avviamento, deve controllare la caldaia per almeno un ciclo completo di lavoro.
Normative
L'installatore deve rispettare le norme vigenti in materia di locale caldaia, dispositivi di sicu­rezza, camino, linee di adduzione del combustibile, impianti elettrici, comprese eventuali ulte­riori disposizioni locali attinenti.
Approvazioni
Le caldaie Baltur modello BAR sono state approvate CE in conformità alle seguenti direttive:
- Direttiva apparecchi a gas (90/396 CEE).
- Direttiva rendimenti (92/42 CEE).
- Direttiva bassa tensione (73/23 CEE).
Targhetta dati tecnici e n umero di fabbrica
La targhetta dati tecnici, fornita in una busta con i relativi documenti, fa riferimento ad un numero di fabbrica stampigliato su una targhettina d'alluminio rivettata alla piastra tubiera anteriore nell'angolo superiore sinistro.
Utilizzazione Queste caldaie devono essere usate per il riscaldamento dell'acqua ad una temperatu­ra che non superi quella di ebollizione nelle condizioni di installazione.
Condizioni di garanzia
La validità della garanzia è subordinata all'osservanza delle norme e dei consigli di utilizzo contenute in questo manuale: ogni inosservanza o modifica la renderà nulla. Si ribadisce, comunque, che non sono assolutamente riconosciuti dalla garanzia danni dovuti alla corrosione da condensa acida dei prodotti della combustione o conseguenti alla forma­zione di incrostazioni causate dall'uso di acque dure o aggressive, in quanto imputabili alla sola conduzione dell'impianto.
1
CARATTERISTICHE TECNICHE
COSTRUTTIVE-DIMENSIONALI.......................... pag. 4
1.1 Modalità di costruzione delle caldaie BAR ............................ pag. 4
1.2 Principio di funzionamento..................................................... pag. 5
1.3 Dimensioni e attacchi idraulici ............................................... pag. 5
2
3
4
INSTALLAZIONE .............................................................. pag. 8
2.1 Imballo ..................................................................................... pag. 8
2.2 Movimentazione ..................................................................... pag. 8
2.3 Posizionamento in centrale termica ...................................... pag. 8
2.4 Allacciamento alla canna fumaria.......................................... pag. 9
2.5 Collegamenti idraulici ............................................................. pag. 9
2.5.1 Qualità dell'acqua di alimentazione .............................pag. 9
2.5.2 Collegamento dei tubi di mandata e ritor no impianto ... pag. 9
2.5.3 Collegamento del rubinetto di r iempimento/scarico .... pag. 9
2.5.4 Collegamento della valvola di sicurezza ......................pag. 9
2.5.5 Collegamento della tubazione e del vaso di espansione . pag. 9
2.5.6 Pompa di ricircolo.......................................................... pag. 10
2.6 Porta focolare: regolazione, aper tura, chiusura....................pag. 10
2.6.1 Nota importante ............................................................ pag. 10
2.7 Bruciatore................................................................................ pag. 11
2.7.1 Conformità del bruciatore ............................................. pag. 11
2.7.2 Scelta del bruciatore ..................................................... pag. 12
2.7.3 Installazione del bruciatore .......................................... pag. 12
2.8 Collegamento spia controllo fiamma al bruciatore ............... pag. 12
2.9 Montaggio mantello ................................................................pag. 13
PANNELLO STRUMENTI........................................... pag. 16
3.1 Descrizione funzioni ............................................................... pag. 16
3.2 Schema elettrico per bruciatore e pompa monofase............ pag. 16
AVVIAMENTO E MARCIA ......................................... pag. 17
4.1 Controlli preliminari................................................................. pag. 17
4.2 Prima accensione................................................................... pag. 17
4.2.1 Controlli preliminari ....................................................... pag. 17
4.2.2 Messa in funzione del bruciatore ................................. pag. 17
4.2.3 Obblighi del tecnico bruciatorista ................................. pag. 17
4.2.4 Esercizio della caldaia .................................................. pag. 18
4.2.5 Ver ifiche dopo la prima accensione .............................pag. 18
4.3 Spegnimento della caldaia..................................................... pag. 18
5
6
MANUTENZIONE.............................................................. pag. 19
5.1 Norme generali ....................................................................... pag. 19
5.2 Manutenzione ordinaria .......................................................... pag. 19
5.3 Manutenzione straordinaria ................................................... pag. 19
5.4 Pulizia della caldaia ................................................................ pag. 19
5.5 Ver ifica funzionamento della caldaia ..................................... pag. 20
5.6 Ver ifica funzionamento del bruciatore ................................... pag. 20
5.7 Locale caldaia......................................................................... pag. 20
LEGISLAZIONE E AVVERTENZE ...................... pag. 20
6.1 Avver tenze generali ................................................................ pag. 20
6.2 Caldaie per bruciatori ad aria soffiata ................................... pag. 21
6.3 Alimentazione elettrica........................................................... pag. 21
6.4 Alimentazione idrica ............................................................... pag. 22
6.5 Alimentazione con gas, gasolio o altri combustibili .............. pag. 22
6.6 Cosa prevede la legge ........................................................... pag. 22
1
CARATTERISTICHE TECNICHE COSTRUTTIVE-DIMENSIONALI
1.1 - MODALITÀ DI COSTRUZIONE DELLE CALDAIE “BA R”
L
e caldaie BAR sono di tipo cilindrico oriz­zontale a fiamma rovesciata e con terzo pas­saggio fumi nei tubi. La costruzione soddisfa completamente le prescrizioni stabilite nella EN 303 parte 1ª. I componenti della parte a pressione, quali lamiere e tubi, sono costruiti in acciaio al carbonio certificato, secondo le tabelle EU­RONORM 25 ed EURONORM 28. I saldatori e le procedure di saldatura sono approvati dal TÜV (D) - UDT (PL) - SA (S) ed ISPESL (I). Fino al modello BAR 330 il focolare è vinco­lato alla piastra tubiera posteriore. Per i modelli di potenza superiore (BAR 395÷ BAR 1315 ) , il focolare è libero di dilatar­si (è supportato soltanto dalla piastra tubie­ra anteriore). Le caldaie sono equipaggiate di una porta girevole a destra o a sinistr a. Il fasciame esterno è ricoper to da un mate­rassino di lana m inerale dello spessore di 60 mm (mod. BAR 71 - BAR 206), e di 80 mm (BAR 275 - BAR 1315) a sua volta protetto da un tessuto in fibra minerale. La parte superiore del fasciame è dotata di ganci per il sollevamento della caldaia. Nota: Le caldaie BAR devono essere equi-
paggiate di bruciatore ON/OFF; in alter­nativa possono essere equipaggiate di bruciatore bistadio o modulante, a condi­zione che la potenza termica minima rag­giungibile non sia più bassa del valore in­dicato sulla targhetta dati tecnici per il tipo
di combustibile utilizzato. Le caldaie sono provviste di 2 attacchi da ½" per guaine con diametro interno da 15 mm (adatte per alloggiare 3 bulbi ciascuna). I fianchi del mantello sono muniti di fori per pressacavi per i cavi di alimentazione, delle pompe, del bruciatore e d'ogni altro disposi­tivo ausiliario. L'elevato spessore dei tubi fumo (4,05 mm.) garantisce grande resistenza alla corrosio­ne dovuta alle condense acide dei prodotti della combustione. La controflangia del bruciatore viene fornita cieca per potervi adattare bruciatori di qual­siasi modello. Nei modelli BAR 71 / BAR 206 gli attacchi di mandata e ritorno impianto sono posizionati sul posteriore della caldaia (vedi fig. 1) e sono filettati; nei modelli BAR 275 / BAR1315 gli attacchi di mandata e ritorno impianto, sono posizionati sul lato superiore della caldaia e sono flangiati (vedi fig. 2). Nei modelli BAR 275 / BAR 655, l'attacco per il vaso di espansione si trova sul lato supe­riore della caldaia ed è filettato, mentre nei modelli BAR 795 / BAR 1315 è flangiato.
mod. BAR 71 - BAR 206
fig. 1
mod. BAR 275 - BAR 1315
fig. 2
1.2 - PRINCIPIO DI
FUNZIONAMENTO
Le caldaie BAR sono dotate di un focolare cilindrico cieco, nel quale la fiamma centrale del bruciatore si rovescia perifericamente verso il davanti, da dove i gas combusti en­trano nei tubi fumo; all'estremità dei tubi ven­gono raccolti nella camera fumo e di qui in-
viati al camino. Durante il funzionamento del bruciatore, al­l'interno del campo di potenza della caldaia, la camera di combustione è sempre in pres­sione. Per il valore di questa pressione vedere le tabelle “DIMENSIONI”, alla colonna “Perdite
1.3 - DIMENSIONI E ATTACCHI IDRAULICI
BAR 71 ÷ BAR 206
di carico lato fumi”. Il camino deve essere calcolato in modo tale che alla sua base non venga rilevata alcuna pressione positiva.
1 Pannello strumenti 2 Flangia attacco bruciatore 3 Portina di pulizia
BAR
Modello
71
84 102 115 128 155 180 206
Potenza
utile
kW
64 76
93 105 116 140 163 186
BAR
A
Modello
71
84 102 115 128 155 180 206
mm 670 670
670 730 730 730 730 730
Potenza focolare
kW
70,9
84 102,5 115,8 127,9 154,5 180,3 205,8
B
mm 830 830
830 930 930 930 930 930
Capacità
4 Spia controllo fiamma T1 Mandata riscaldamento T2 Ritorno riscaldamento
caldaia
l 90 90 90
140 140 140 170 170
Perdite di
carico lato
acqua (*)
C
mm 1005 1005
1005 1230 1230 1230 1410 1410
kPa
1,0 1,3 1,6 1,0 1,0 1,4 2,0 2,5
P erdit e di
carico lato
fumi (**)
daPa
1,5 1,8 2,5
3 3 5 8
14
DIMENSIONI
D
mm 190 190
190 190 190 190 190 190
P
ressione massima esercizio
caldaia
bar
4 4 4 4 4 4 4 4
(*) Perdite di carico corrispondenti ad un salto termico di 15K.; 1 k Pa = 10 mbar @ 102 mm H2O (**) corrispondente a combustibile gasolio. 1 daPa @ 1 mm H2O
E
mm
305 305 305 350 350 350 350 350
T3 Attacco camino T4 Attacco bruciatore T5 Scarico caldaia
Massa
kg 195 195 195 290 290 290 330 330
mm 480 480
480 505 505 505 505 505
T1 T2
UNI ISO 7/1
R 1½ R 1½ R 1½
R 2 R 2 R 2 R 2 R 2
F
ATTACCHI
T3
Ø
mm 200 200 200 200 200 200 200 200
G
mm
105 105 105 120 120 120 120 120
T4
Ø
mm 130 130 130 150 150 150 180 180
fig. 3
T5
UNI ISO 7/1
Rp ½ Rp ½ Rp ½ Rp ¾ Rp ¾ Rp ¾ Rp ¾ Rp ¾
H
mm 640
640 640 730 730 730 730 730
BAR 275 ÷ BAR 460
fig. 4
1 Pannello strumenti 2 Flangia attacco bruciatore 3 Portina di pulizia camera fumo 4 Spia controllo fiamma
BAR
Modello
275 330 395 460
Potenza
utile (****)
kW 200÷250 234÷300 280÷360 315÷420
Potenza
focolare (****)
216÷274 253÷329 302÷393 340÷459
BAR
Modello
275
330 395 460
A
mm
870 870 940 940
B
mm 970
970 1040 1040
kW
C
mm 1260 1420 1395
1595
Capacità
T1 Mandata riscaldamento T2 Ritorno riscaldamento T3 Attacco v aso espansione T4 Attacco camino
D
mm 175 175 175
175
Perdite di
carico lato
acqua (*)
kPa 2,4÷3,7 3,2÷5,3 1,9÷3,1 2,4÷4,2
caldaia
l 233 262 323 367
E
mm 195 195 195
195
Perdite di
carico lato
fumi (**)
daPa 10÷15 12÷18 17÷29 19÷34
DIMENSIONI
F
mm
465 465 480 480
P
massima esercizio
G
mm 495 495 540
540
ressione
caldaia
bar
5 5 5 5
(*) Perdite di carico corrispondenti ad un salto termico di 15K.; 1 k Pa = 10 mbar @ 102 mm H2O (**) corrispondente a combustibile gasolio. 1 daPa @ 1 mm H2O (***) Dimensioni minime di passaggio attraverso la porta della centrale termica. (****) Per funzionamento a Olio combustibile, le potenze v anno declassate del 15%.
H
mm 680 680 765
765
T5 Attacco bruciatore T6 Scarico caldaia
Massa
UNI 2276 PN6T3UNI ISO 7/1
kg
DN 65
559
DN 65
608 742
DN 80 DN 80
824
M
mm 597 597 632
632
T1 T2
N
mm 457 457 477
477
Rp 1½ Rp 1½
Rp 2 Rp 2
ATTACCHI
T4
Ø
mm 250 250 250 250
R***
mm
1095 1095 1165 1165
T5
Ø
mmT6UNI ISO 7/1 180
Rp 1¼
180
Rp 1¼
210
Rp 1¼
210
Rp 1¼
U***
mm
790 790 860 860
V
mm 1240 1400 1373
1573
BAR 550 ÷ BAR 1315
fig. 5
1 Pannello strumenti 2 Flangia attacco bruciatore 3 Portina di pulizia camera fumo 4 Spia controllo fiamma
BAR
Modello
550 655 795
895 1140 1315
Potenza
utile (****)
kW 375÷500 477÷600 580÷730 655÷820
830÷1040 960÷1200
Potenza
focolare (****)
404÷546 514÷655 624÷795 705÷893
898÷1140
1038÷1315
BAR
Modello
550
655 795
895 1140 1315
A
mm 1030 1030 1140
1140 1250 1250
B
mm 1130 1130 1240
1240 1350 1350
kW
C
mm 1525 1775 1720
1920 1980 2280
Capacità
caldaia
l 434 502 607 675 822 942
T1 Mandata riscaldamento T2 Ritorno riscaldamento T3 Attacco v aso espansione T4 Attacco camino
D
mm 175 175 175
175 175 175
Perdite di
carico lato
acqua (*)
kPa 1,3÷2,3 2,1÷3,3 1,5÷2,3 1,9÷2,9 3,0÷4,7 4,0÷6,3
E
mm 195 195 195
195 195 195
P erdit e di
carico lato
fumi (**)
mm
daPa 14÷27 18÷32 25÷45 28÷51 32÷57 34÷62
DIMENSIONI
F
490 490 505 505 505 505
P
ressione
massima
esercizio
caldaia
G
mm 450 450 620
620 620 620
bar
5 5 5 5 5 5
(*) Perdite di carico corrispondenti ad un salto termico di 15K.; 1 k Pa = 10 mbar @ 102 mm H2O (**) corrispondente a combustibile gasolio. 1 daPa @ 1 mm H2O (***) Dimensioni minime di passaggio attraverso la porta della centrale termica. (****) Per funzionamento ad olio comb ustibile, le potenze vanno declassate del 15%.
H
mm 815 815 970
970 1215 1215
T5 Attacco bruciatore T6 Scarico caldaia T7 Spurgo caldaia (solo su mod. BAR 1315) T8 Portina ispezione (solo su mod. BAR 1315)
Massa
kg
975 1065 1314 1410 1724 1900
T1 T2
UNI 2276 PN6
DN 100 DN 100 DN 125 DN 125 DN 125 DN 125
M
mm 662 662 727
727 797 797
mm 507 507 547
547 592 592
ATTACCHI
T3
UNI ISO 7/1 UNI 2276 PN6
Rp 2
Rp 2 DN 65 DN 65 DN 80 DN 80
N
R***
mm
1255 1255 1365 1365 1475 1475
T4
Ø
mm 300 300 350 350 350 350
T5
Ø
mmT6UNI ISO 7/1 210
Rp 1¼
210
Rp 1¼
265
Rp 1 ¼
265
Rp 1 ¼
310
Rp 1¼
310
Rp 1¼
U***
mm
950
950 1060 1060
1170 1170
V
mm 1503 1753 1700
1900 1960 2260
2
INSTALLAZIONE
2.1 - IMBALLO
Le caldaie BAR vengono fornite complete di porta e camera fumo montate, mentre la man­tellatura con l'isolamento è contenuta in imballo(i) di cartone a par te. Il pannello strumenti e gli accessori, si trova­no all'interno della camera di combustione. Prima di iniziare l'installazione, assicurarsi che la lunghezza e la larghezza del corpo della caldaia ricevuta, corrispondano alle quote della caldaia ordinata, riportate nelle tabelle precedenti e che i cartoni contenenti la mantellatura, o parte di essa, siano mar-
2.2 - MOVIMENTAZIONE
La caldaia può essere facilmente movimen­tata per sollevamento mediante i(l) ganci(o) superiore, o per traslazione con rulli posti sot-
2.3 - POSIZIONAMENTO IN CENTRALE TERMICA
La caldaia deve essere installata nel rispetto delle norme e prescrizioni vigenti. Il locale dovrà risultare ben aerato da apertu­re aventi una superficie totale non inferiore a 1/30 della superficie in pianta del locale cal­daia con un minimo di 0,5 m². Le aperture di aerazione dovranno essere per­manenti, comunicanti direttamente con l'ester­no ed essere posizionate a livello alto e bas­so in conformità con le normative vigenti. L'ubicazione delle aperture di aerazione, i cir­cuiti di adduzione del combustibile, di distri­buzione dell'energia elettrica e di illuminazio­ne dovranno rispettare le disposizioni di leg­ge vigenti in relazione al tipo di combustibile impiegato. Si consiglia di installare la caldaia quanto più vicino possibile al collegamento del camino. Per agevolare la pulizia del circuito fumo, di fronte alla caldaia, dovrà essere lasciato uno spazio libero non inferiore alla lunghezza del corpo caldaia e, in ogni caso, mai inferiore a 1300 mm e si dovrà verificare che con la por­ta aperta a 90° la distanza tra la por ta e la parete adiacente, sia almeno pari alla lunghez­za del bruciatore. La caldaia potrà essere appoggiata diretta­mente sul pavimento, perchè dotata di basa­mento. È comunque utile prevedere uno zoccolo di cemento, piano, a livello ed in grado di sop­portare il peso della caldaia quando riempita d'acqua. Quando posizionata su zoccolo, questo deve avere almeno le dimensioni di base della cal­daia (vedere tabella dimensioni). Ad installazione avvenuta la caldaia dovrà ri­sultare perfettamente orizzontale e ben stabi­le (onde ridurre le vibrazioni e la rumorosità).
chiati con lo stesso modello. Il mantello delle caldaie da BAR 71 a BAR 550, completo con i suoi materassini isolanti, è contenuto in un solo cartone. Il mantello delle caldaie da BAR 655 a BAR 1315 è contenuto in 3 cartoni. In aggiunta al summenzionato pannello di comando, imballato con proprio cartone, come accessori nella camera di combustio­ne si troveranno anche:
- 1 cartone contenente le flange di collega­mento idraulico, con relative guarnizioni
to i robusti longheroni del basamento. Qualora per ragioni di ingombro fosse ne­cessario, è possibile smontare la porta e la
x = non inferiore alla lunghezza del corpo caldaia (dimensioni in millimetri); in ogni caso mai
inferiore a 1300 mm.
xx = vedi istruzioni a fianco.
e bulloni, lo scovolo cilindrico per la puli­zia dei tubi, la guarnizione ed i bulloncini per la controflangia del camino.
- controflangia camino e prolunghe scovolo di pulizia.
camera fumo per facilitare l'introduzione in centrale termica.
fig. 6
2.4 - ALLACCIAMENTO ALLA CANNA FUMARIA
Il camino ha un'importanza fondamentale per il buon funzionamento di una caldaia. A causa della bassa temperatura che i fumi raggiungono nel funzionamento intermitten­te è necessario che il camino sia perfetta­mente impermeabile alla condensa dei pro-
dotti della combustione e costruito con ma­teriali idonei resistenti alla corrosione. I vari giunti devono essere ben sigillati in modo da impedire l'ingresso di aria con con­seguente aumento della possibilità di forma­zione di condensa. Deve essere altresì impedito che eventuale condensa od acqua piovana provenienti dal camino, possano arrivare alla camera fumo della caldaia.
2.5 - COLLEGAMENTI IDRAULICI
Per quanto riguarda la sezione e l'altezza del camino, è necessario fare riferimento alle re­golamentazioni nazionali e locali in vigore. Per agevolare lo smontaggio della camera fumo dal raccordo camino, usare la contro­flangia in dotazione.
Nel tratto di collegamento tra caldaia e canna fumaria, si devono prevedere ido­nei punti di misura per la temperatura fumi e l'analisi dei prodotti della combustione.
2.5.1 - QUALITÀ DELL'ACQUA DI ALIMENTAZIONE
- Le caratteristiche chimico-fisiche dell'ac-
qua dell'impianto e di reintegro, sono fon­damentali per il buon funzionamento e la sicurezza della caldaia.
- Fra gli inconvenienti causati da cattive
qualità dell'acqua d'alimentazione il più grave e il più frequente è l'incrostazione delle superfici di scambio termico.
- Meno frequente ma ugualmente grave è
la corrosione delle superfici lato acqua di tutto il circuito.
- È noto che le incrostazioni calcaree a
2.5.2 - COLLEGAMENTO DEI TUBI DI MANDA T A E RIT ORNO IMPIANTO
Le dimensioni delle tubazioni di mandata e ritorno sono indicate per ogni modello di cal­daia nella tabella DIMENSIONI. Prima di collegare la caldaia all'impianto di
2.5.3 - COLLEGAMENTO DEL RUBINET ­TO DI RIEMPIMENT O/SCARICO
Per il riempimento e lo scarico della caldaia un apposito rubinetto può essere collegato
causa della loro bassa conduttività termi­ca riducono lo scambio termico così che anche in presenza di pochi millimetri, si determinano dannosissimi surriscalda­menti localizzati.
- È consigliabile effettuare un trattamento dell'acqua nei seguenti casi:
A- elevata durezza dell'acqua disponibile (su-
periore a 20° f).
B- impianti molto estesi. C- grandi quantità d'acqua reintegrata per
perdite.
D- r iempimenti successivi dovuti a lavori di
manutenzione dell'impianto.
- Per il trattamento delle acque di alimenta-
riscaldamento, quest'ultimo deve essere in­teramente lavato. Assicurarsi che sull'impianto ci sia un nume­ro sufficiente di sfiati. Nel collegare le tubazioni di mandata e ritor­no, evitare di creare sollecitazioni meccani-
all'attacco T5, che si trova nella parte poste­riore per i modelli BAR 71÷BAR 206 ed al­l'attacco T6 per i modelli BAR275÷BAR 1315.
zione degli impianti termici è consigliabile rivolgersi a Ditte specializzate.
- Le stesse Ditte possono provvedere alla disincrostazione delle caldaie.
Qualsiasi impianto necessita di nuove immis­sioni di acqua a causa dell'evaporazione, di modeste o consistenti perdite o per interventi di manutenzione. È quindi necessario valutare l'entità del rein­tegro per evitare l'insorgere di inconvenienti dovuti all'acqua non trattata. Allo scopo si consiglia di prevedere sulle tu­bazioni di reintegro un contalitri per piccole portate.
che sulle flange della caldaia. La caldaia non è fatta per supportare le tu­bazioni dell'impianto; creare pertanto appo­siti supporti. A lavoro ultimato, verificare la tenuta di tutti i collegamenti idraulici.
2.5.4 - COLLEGAMENTO DELLA VALVOLA DI SICUREZZA
Montare sulla tubazione di mandata entro 0,5 metri dalla caldaia (modelli BAR 71÷ BAR 206), oppure sull'attacco T3 (modelli BAR 275÷
2.5.5 - COLLEGAMENTO DELLA TUBAZIONE E DEL VASO DI ESPANSIONE
Le caldaie BAR sono adatte per funziona­mento con circolazione d'acqua forzata sia con vaso d'espansione aperto che chiuso. Un vaso di espansione è sempre necessa­rio, per compensare l'aumento di volume dell'acqua dovuto al riscaldamento. Nel primo caso l'altezza della colonna idro-
BAR 1315) una valvola di sicurezza dimen­sionata per la capacità della caldaia ed in conformità con le normative locali vigenti. Si ricorda che è vietato interporre tra caldaia e valvola di sicurezza, qualsiasi tipo di inter-
statica dovrà essere pari almeno a 3 metri sopra il mantello della caldaia ed il vaso do­vrà essere di capacità tale da contenere, tra il pelo libero dell'acqua nel vaso ed il tubo di troppo pieno, l'aumento di v olume di tutta l'ac­qua dell'impianto. Sono da preferirsi vasi alti e stretti in modo da esporre a contatto con l'aria la minor su­perficie d'acqua possibile, riducendo in tal modo l'evaporazione dell'acqua.
cettazione e si raccomanda di usare valvole regolate per intervento non oltre la pressio­ne massima di esercizio consentita (vedere tabelle dimensioni).
Nel secondo caso, la capacità del vaso di espansione chiuso deve essere calcolata te­nendo conto di:
- Volume totale dell'acqua contenuta nel­l'impianto.
- Pressione massima di esercizio dell'im­pianto.
- Pressione massima di esercizio del vaso di espansione.
- Pressione di precarica iniziale del vaso di
espansione.
- Temperatura massima di esercizio della caldaia (la temperatura massima del ter­mostato montato sul pannello è 90°C; ai
2.5.6 - POMPA DI RICIRCOLO
Le caldaie BAR devono sempre funzionare con circolazione d'acqua forzata e con tem­peratura minima di ritorno di 55°C. È quindi necessaria l'adozione di una pom­pa di ricircolo, con funzione anche di anti­condensa, installata tra gli attacchi di man­data e ritorno a monte della eventuale valvo­la miscelatrice. Tale pompa sarà dimensionata dalla formula:
Q = P x 22
dove Q = Portata in litri/ora
P = Potenza utile della caldaia in kW
e prevalenza 10÷20 kPa (1÷2 m H2O). È necessario pertanto installare sulla tuba­zione di ritorno dell'acqua in caldaia, un ter­mostato (T nima di 55°C dotato di contatti in scambio, con lo scopo di mettere in funzione la pom­pa anticondensa (PR) fino al raggiungimen-
) tarato ad una temperatura mi-
min
fini di questo calcolo si consiglia di consi-
derare 100°C). La tubazione di espansione collega il vaso di espansione con l'impianto.
to della temperatura impostata; successiva­mente di spegnere tale pompa e contempo­raneamente di accendere la pompa dell'im­pianto (CI).
C Caldaia CI Pompa impianto PRPompa di ricircolo MI Mandata impianto RI Ritorno impianto T
T ermostato di minima (a scambio)
min
Questa tubazione che partirà dall'attacco T1 (mod. BAR 71÷BAR 206) e dall'attacco T3 (mod. BAR 275÷BAR 1315), non dovrà ave­re alcuna valvola di intercettazione.
2.6 - PORTA FOCOLARE: REGOLAZIONE, APERTURA, CHIUSURA
Nei modelli BAR 71÷BAR 206, è possibile registrare la porta in senso verticale, trasver­sale ed assiale nel seguente modo:
- Regolazione in senso verticale: sbloc-
cando le cerniere sulla porta e ribloccan­dole dopo regolazione.
- Regolazione in senso trasversale:
sbloccando le cerniere sulla piastra ante­riore corpo caldaia e r ibloccandole dopo regolazione.
- Regolazione in senso assiale: è possi-
bile avvitando più o meno i volantini di ser­raggio. Sul lato dell'incernieramento è ne­cessario regolare di conseguenza la po­sizione delle cerniere di supporto agendo sui dadi e sui controdadi di fissaggio del­le cerniere.
Nei modelli BAR 275÷BAR 1315 (vedi fig. 7), è possibile registrare la porta in senso verti­cale ed assiale nel seguente modo: la porta viene montata con quattro cerniere uguali: le due sul lato destro, aventi dado e controdado bloccati a fondo, sono normal­mente usate come cerniere di rotazione (da sinistra verso destra), mentre le due sul lato sinistro sono usate come bulloni di chiusura: in questo caso il controdado sarà completa­mente allentato. Esattamente l'opposto si avrà, invece , quan-
do la porta si dovrà aprire da destra verso sinistra (con cerniere sulla sinistra e bulloni di chiusura sulla destra). Sulla porta di questi modelli di caldaia sono possibili le seguenti regolazioni:
- Regolazione in senso verticale: è pos­sibile solo inserendo delle rondelle di spessore idoneo sotto la cerniera femmi­na sul lato dell'incernieramento.
fig. 7
- Regolazione in senso trasversale: non richiesta, e non possibile in quanto viene fatta in fabbrica con dima di montaggio.
- Regolazione in senso assiale: è possi­bile avvitando più o meno i dadi di ser­raggio. Sul lato dell'incernieramento è ne­cessario regolare di conseguenza la po­sizione dei controdadi.
2.6.1 - NOTA IMPORTANTE
Prima di aprire la porta del focolare è necessa­rio prendere le seguenti misure di sicurezza:
- Chiudere l'alimentazione del combustibi­le (gasolio o gas) al bruciatore.
10
- Raffreddare la caldaia facendo circolare l'acqua dell'impianto, e quindi togliere l'ali­mentazione elettrica.
- Mettere sulla caldaia un cartello segnale-
tico con il seguente testo: NON USARE,
CALDAIA IN MANUTENZIONE, FUORI SERVIZIO.
2.7 - BRUCIATORE
2.7.1 - CONFORMITÀ DEL BRUCIATORE
I bruciatori a ser vizio delle caldaie BAR do­vranno essere certificati CE ed in par ticola­re essere conformi alle:
- Direttiva apparecchi a gas (90/396/CEE);
- Direttiva EMC - Compatibilità Elettroma-
gnetica (89/336/CEE).
e risultare omologati secondo le specifiche:
- UNI EN 267 - bruciatori monoblocco ad
olio combustibile a polverizzazione - Prov e -
- UNI EN 676 - bruciatori ad ar ia soffiata
per combustibile gassoso. Qui di seguito riportiamo la tabella accoppia­mento caldaie/bruciatori per la gamma BAR a seconda dei diversi tipi di combustibile.
* Ordinare i bruciatori con la testa di lunghez­za almeno pari a quella indicata nella colon­na “testa di combustione”.
11
2.7.2 - SCELTA DEL BRUCIATORE
La corretta scelta e la regolazione del bru­ciatore sono fondamentali per un esercizio ottimale della caldaia e quindi dovrà essere accurata e non sottovalutata. Il bruciatore dovrà essere scelto verificando che il suo campo di lavoro (portata combu­stibile - pressione in camera di combustio­ne) sia compatibile con le analoghe caratte­ristiche dichiarate della caldaia. Si ricorda che le perdite di carico lato fumi della caldaia, ovvero la contropressione in camera di combustione, sono riferite a pres­sione zero alla base del camino. È altresì opportuno che il cannotto bruciato­re sia di lunghezza non inferiore alla minima riportata nella tabella a lato, e che la fiamma che si dovrà sviluppare sia adatta alle carat­teristiche della nostra camera di combustio­ne. Per sfruttare inf atti tutta la superficie di scam­bio termico dei focolari a fondo cieco, è ne­cessario utilizzare bruciatori che siano in gra­do di garantire una fiamma “lunga e stretta” in ogni condizione di funzionamento, ovvero anche alla potenza minima nel caso di rego­lazione su due o più stadi o modulante. Fiamme troppo corte provocano un surriscal­damento localizzato della parte anteriore del focolare e i prodotti della combustione, non sufficientemente raffreddati, imboccando i tubi fumo a temperature troppo elevate , pos­sono determinare gravi danni al generatore.
CALDAIA TIPO
øA
mm
L
mm
BAR 71÷84 130 150
BAR 102 130 150÷250
BAR 115÷128 150 250
BAR 155 150 280 BAR 180 180 280
BAR 206÷275 180 300
BAR 330 180 300÷350 BAR 395 210 300÷350
BAR 460÷550 210 300÷400
BAR 655 210 340÷400
BAR 795÷895 265 400÷450
BAR 1140 310 400÷450 BAR 1315 310 400÷600
Le Ditte costruttrici dei bruciatori sono in gra­do di fornire le dimensioni delle fiamme che i loro apparecchi sviluppano, in particolare di quelli omologati in base alle norme prima in­dicate. Ulteriori indicazioni sono riportate al paragra­fo “Prima accensione”.
fig. 8
DIMENSIONI CANNOTTO BRUCIATORE
2.7.3 - INSTALLAZIONE DEL
BRUCIATORE
Prima di montare il bruciatore è necessario verificare la posizione dei turbolatori all'in­terno dei tubi: ogni tubo dovrà essere prov­visto del proprio turbolatore e questo dovrà essere spinto all'interno sino al blocco con­tro la piastra tubiera anteriore. Il montaggio del bruciatore alla porta della caldaia , deve garantire una perfetta tenuta ai prodotti della combustione.
2.8 - COLLEGAMENTO
SPIA CONTROLLO FIAMMA AL BRUCIATORE
La spia controllo fiamma è munita di un at­tacco filettato da 1/8" su cui è montata una presa di pressione da 9 mm. da utilizzarsi con tubo di silicone per le misure di contro­pressione in camera di combustione. Al posto di questa presa, che dovrà essere conservata, sarà montato un opportuno rac­cordo in modo da poter collegare, tramite un tubicino in rame, la spia controllo fiam­ma direttamente alla camera in pressione a valle del ventilatore del bruciatore. L'aria soffiata dal ventilatore provvederà a
Con la caldaia viene fornito uno spezzone di corda in fibra ceramica che deve essere av­volto sul boccaglio del bruciatore in modo da sigillare completamente lo spazio tra il boc­caglio stesso e il foro della porta. Fare attenzione che non rimangano fessure tra il boccaglio ed il foro sul refrattario all'in­terno della por ta . Nel caso venisse montato un diffusore aven­te un diametro maggiore del boccaglio, que­sto deve essere rimosso prima di montare il bruciatore sulla piastra di supporto e rimon-
raffreddare convenientemente il vetro spia e ad impedirne l'annerimento. Il mancato collegamento del tubicino di raf­freddamento alla spia può provocare la rot­tura del vetro di controllo.
ATTENZIONE: la spia di controllo fiamma può essere molto calda; prestare quindi la massima cautela.
tato successivamente. Con bruciatore montato, controllare che i fles­sibili di raccordo del combustibile liquido ed i cavi elettrici abbiano una lunghezza sufficien­te da permettere l'apertura della porta a 90°. Per i bruciatori a gas non è consentito l'uso di tubi flessibili di raccordo per cui dovrà es­sere prevista la possibilità di smontaggio del tratto finale del tubo di adduzione gas trami­te giunto filettato o flangiato.
12
2.9 -
MONT AGGIO MANTELLO
modelli BAR 71 ÷ BAR 206
Sequenza di montaggio: N.B. si consiglia di verificare che la caldaia sia posizionata nella sua sede definitiva e che siano stati effettuati tutti i collegamenti idrau­lici prima di iniziare i lavori di mantellatura.
Prima di aprire l'imballo, assicurarsi che la scatola sia quella corrispondente al model­lo di caldaia da installare. Il modello è identificabile tramite una targhet­ta sull' imballo. N.B.: L'imballo contenente il quadro elettri-
co viene spedito all'interno del foco­lare, come pure tutti i documenti ed il certificato di garanzia.
Rif. fig. 9 - 10
A) Montare l'isolamento (1) del corpo calda-
ia e fissare i 2 lembi di giunzione con le
mollette elastiche (A) agganciandole alla
parte esterna in tessuto dell'isolamento. B) Posizionare i pannelli laterali (2).
Le piastrine forate sui pannelli laterali,
dovranno trovarsi, dopo il montaggio, sul
lato anteriore della caldaia.
La piega inferiore dei pannelli laterali, va
inserita nel profilo ad “L” saldato sulla par-
te inferiore del corpo caldaia.
Nella fase di montaggio verificare che i
passacavi in plastica siano posizionati
nella parte anteriore della caldaia. C) Montare il pannellino anteriore (3) fissan-
dolo con le relative viti. D) Fissare il pannello strumenti al pannello
superiore (4); fissare il pannello superio-
re ai 2 pannelli laterali indirizzando i ca-
pillari delle sonde verso la guaina. E) Inserire nella guaina i bulbi degli strumenti
nella sequenza indicata in fig . 1 0 e d ese-
guire il collegamento elettrico del pannello
strumenti alla linea di alimentazione. F) Fissare la targhetta dati di caldaia (pos.6)
al pannello laterale dopo aver sgrassato la
parte interessata con apposito solvente.
La targhetta è inserita nella busta do-
cumenti.
BAR 71 ÷ 206
1 Sonda termometro 2 Sonda termostato manuale 3 Sonda termostato di sicurezza 4 Sonda termostato a cacciavite 5 Guaina porta bulbi
fig. 9
fig. 10
13
modelli BAR 275 ÷ BAR 1315
N.B. Si consiglia di verificare che la caldaia sia posizionata nella sua sede definitiva e che siano stati effettuati correttamente tutti i col­legamenti idraulici prima di iniziare i lavori di mantellatura. Prima di aprire l'imballo, assicurarsi che la(e)
N.B. Per i modelli compresi tra BAR 275 e
BAR 550 (rif. fig. 11), il mantello e l'iso-
lamento sono contenuti in 1 imballo marcato:
N.B. Per i modelli compresi tra BAR 655 e
BAR 1315 (rif. fig. 11), il mantello e
l'isolamento sono contenuti in 3 imballi
marcati: (BAR 655 mantello anteriore) (BAR 655 mantello posteriore) (BAR 655 mantello superiore)
BAR 275÷1315
scatola(e) sia(no) quella(e) corrispondente(i) al modello di caldaia da installare. Il modello è identificabile tramite una targhet­ta sull' imballo. N.B.: L'imballo contenente il quadro elettrico
viene spedito all'interno del focolare,
(BAR 275) (BAR 330) (BAR 395)
(BAR 795 mantello anteriore) (BAR 795 mantello posteriore) (BAR 795 mantello superiore) (BAR 895 mantello anteriore) (BAR 895 mantello posteriore) (BAR 895 mantello superiore)
come pure tutti i documenti ed il certi­ficato di garanzia.
(BAR 460) (BAR 550)
(BAR 1140 mantello anteriore) (BAR 1140 mantello posteriore) (BAR 1140 mantello superiore) (BAR 1315 mantello anteriore) (BAR 1315 mantello posteriore) (BAR 1315 mantello superiore)
14
fig. 11
Sequenza di montaggio (Rif. fig. 11)
A) Montare l'isolamento (pos. 1) del cor po
caldaia e fissare i 2 lembi di giunzione con le mollette elastiche (pos. 2 fornite nella scatola accessori) agganciandole alla par­te esterna in tessuto dell'isolamento (dal
modello BAR 395, l'isolamento è in due pezzi).
B) Posizionare i pannelli laterali (pos. 5 e 6)
con le pieghe superiore ed inferiore all'in­terno dei profili ad L laterali al corpo (dal
modello BAR 655, i pannelli laterali sono in due pezzi).
Per determinare quale dei due fianchi sia il destro o il sinistro, fare rifer imento ai passacavi: devono essere verso il davan­ti della caldaia.
C) Dal pannello laterale attraverso il quale si
vogliono far uscire i cavi, si dovranno smontare i passacavi (pos. 7), e inserire i cavi elettrici (linea, bruciatore, pompe) fis­sandoli con i pressacavi (pos. 8) in dota­zione.
D) Togliere il coperchio del pannello strumen-
ti, fissare la base sul pannello superiore (pos. 4) indirizzando nel foro centrale del pannello i cavi elettrici in entrata ed i ca­pillari delle sonde in uscita.
E) Allineare il pannello superiore pos.4, com-
pleto del pannello strumenti con la piega anteriore dei fianchi e fissarlo su di essi.
F) Inserire nella guaina i bulbi degli strumenti
1 Sonda termometro 2 Sonda termostato manuale 3 Sonda termostato di sicurezza 4 Sonda termostato a cacciavite
come indicato in fig. 12 ed eseguire il collegamento elettrico del pannello st ru­menti alla linea di alimentazione, al brucia­tore ed alle eventuali pompe, etc. Richiudere il coperchio del quadro elettrico.
G) Montare i pannelli superiori longitudi-
nali (pos. 9 e 10) e fissarli con il rinfor­zo posteriore (pos. 11) e le relative viti
fig. 12
(pos. 12).
H) Montare il pannello posteriore inferiore
(pos. 13).
I) Fissare la targhetta dati di caldaia (pos.14)
al pannello laterale dopo aver sgrassato la parte interessata con apposito solvente. La targhetta è inserita nella busta do­cumenti.
15
3
PANNELLO STRUMENTI
3.1 - DESCRIZIONE FUNZIONI
Tramite l'interruttore generale 11 si pone sotto tensione il quadro e le apparecchiatu­re ad esso collegate. Gli interruttori 12 - 13 a loro volta, interrom­pono la tensione al bruciatore ed alla pom­pa dell'impianto. Con il termostato 21 si regola la tempera­tura di esercizio della caldaia. Il termostato di minima 24 arresta la pom­pa dell'impianto in fase di messa a regime sino al raggiungimento della temperatura in caldaia di 40°C. Nel caso di bruciatori e/o di pompa impianto trifase o con assorbimento superiore a 3A, si dovranno prevedere contattori di teleco­mando tra il quadro caldaia ed il carico. Sulla linea elettrica di alimentazione del qua­dro di comando della caldaia, si dovrà pre­vedere un interruttore con fusibili di prote­zione.
11 Interruttore generale 12 Interruttore bruciatore 13 Interruttore pompa impianto 21 Bitermostato di esercizio 22 T ermostato di sicurezza 24 T ermostato di minima 30 Termometro
3.2 - SCHEMA ELETTRICO PER BRUCIATORE E POMPA MONOFASE
0002722780
fig. 13
16
fig. 14
4
AVVIAMENTO E MARCIA
Le caldaie BAR sono state studiate per esse­re utilizzate entro una fascia di potenza allo scopo di migliorare il rendimento stagionale e l'accoppiamento con ogni impianto di riscal­damento. La potenza dovrà, quindi, essere regolata al primo avviamento, in base alla indicazione del Termotecnico Progettista e comunque all'in­terno del campo riportato per ciascuna cal-
4.1 - CONTROLLI
PRELIMINARI
Eseguiti i collegamenti idraulici, elettrici e del combustibile alla caldaia, prima dell'avvia­mento consigliamo di controllare che:
- Il vaso d'espansione e la valvola di sicu-
rezza (se necessaria) siano collegati in maniera corretta e non siano in alcun modo intercettabili.
- I bulbi dei termostati di esercizio, di sicu-
rezza, di minima e del termometro, siano fermati entro le opportune guaine.
- I turbolatori siano regolarmente posizio-
4.2 - PRIMA ACCENSIONE
daia a pag. 5, dal bruciatorista che determi­nerà la portata di combustibile. Utilizzando la caldaia alla potenza minima, la temperatura dei fumi potrà risultare partico­larmente bassa, circa 160°C, e in questo caso i turbolatori dovranno essere posizionati in ri­scontro alla came ra fumo posteriore. Negli altri casi i turbolatori vanno posizionati all'interno dei rispettivi tubi a circa 2÷4 cm dalla
nati in tutti i tubi fumo.
- L'impianto sia perfettamente pulito, sciac­quato e libero da parti solide.
- L'impianto risulti riempito d'acqua e com­pletamente disaerato.
- La pompa o le pompe funzionino regolar­mente.
- I collegamenti idraulici, elettrici e delle sicurezze necessarie e del combustibile siano stati eseguiti in conformità alle di­sposizioni nazionali e locali in vigore.
- Il bruciatore sia stato montato secondo le istruzioni contenute nel manuale del co­struttore.
piastra anteriore. Non usare sistemi di riempimento impianto automatici. Il primo avviamento del bruciatore dovrà es­sere eseguito sotto la responsabilità di un bruciatorista qualificato, mandato dal costrut­tore del bruciatore. In quell'occasione dovrà essere steso un rap­porto completo di funzionamento.
- La tensione e la frequenza di rete siano compatibili con il bruciatore e l'equipag­giamento elettrico della caldaia.
- Il bruciatore sia predisposto per il tipo di combustibile, tra quelli indicati nella tar­ghetta dati tecnici, disponibile sul posto di installazione.
- L'impianto sia in grado di assorbire la quantità di calore che si produrrà alla pri­ma accensione del bruciatore, durante il periodo di prova.
- La pompa di ricircolo sia installata
come prescritto al paragrafo 2.5.6.
4.2.1 - CONTROLLI PRELIMINARI
Durante la fase preliminare si dovrà verifica­re che:
- l'impianto di riscaldamento risulti comple­tamente riempito di acqua ed opportuna-
4.2.2 - MESSA IN FUNZIONE DEL
BRUCIATORE
Dopo l'esito positivo degli accertamenti indi­cati al paragrafo precedente, si potrà proce­dere alla prima accensione del bruciatore che DEVE essere effettuato da tecnico abilitato e riconosciuto dalla Ditta costruttrice del bru­ciatore. Tale tecnico si assume ogni responsabilità in ordine alla igienicità della combustione en­tro il campo di potenza dichiarato ed omolo­gato della caldaia. Dopo aver aperto i rubinetti di intercettazio­ne del combustibile e controllato che non vi siano perdite nella rete di adduzione, porre tutti gli interruttori sulla posizione ON (inse­rito).
4.2.3 - OBBLIGHI DEL TECNICO
BRUCIATORISTA
Il tecnico bruciatorista che esegue la prima accensione e la regolazione del bruciatore ha l'obbligo di verificare che la forma della fiam­ma rispetti la condizione riportata al par. 2.7.2.
mente disaerato;
- le valvole automatiche di sfogo aria risul­tino aperte;
- le pompe di circolazione siano efficienti;
- eventuali flussostati, valvole di sicurezza e valvole di intercettazione del combusti-
Il bruciatore risulta così predisposto per la prima accensione e per la regolazione che compete unicamente al tecnico di cui sopra. Durante la prima accensione si dovrà verifi­care che la porta, la flangia bruciatore e le connessioni con il camino risultino a tenuta e che alla base la canna fumaria risulti in leg­gera depressione (almeno 2÷4 daPa) La portata di combustibile dovrà essere cor­rispondente ai dati di targa della caldaia e per nessun motivo dovrà eccedere rispetto al valorre di potenza nominale massima di­chiarata. È buona norma in ogni caso regolare la por­tata del combustibile all'effettivo fabbisogno dell'impianto, senza superare, da un lato , la temperatura dei fumi sottoriportata e, dall'al­tro, senza scendere sotto i 160°C; la portata
Il tecnico bruciatorista dovrà inoltre compila­re un rapporto completo delle prestazioni del bruciatore e compilare il libretto di centrale. Tali documenti dovranno essere trasmessi alla BALTUR che provvederà a convalidare la garanzia o, nel dubbio, a disporre l'invio di un proprio tecnico per ulteriori controlli.
bile siano tarate al giusto valore;
- i termostati di esercizio e sicurezza fun­zionino regolarmente;
- non ci siano perdite d'acqua;
- ogni altro eventuale dispositivo di sicurez­za funzioni perfettamente.
effettiva dovrà essere tale da garantire una potenza termica compresa nel campo di po­tenza dichiarata ed omologata della caldaia, riportata sulla targhetta dati. Con una buona regolazione del bruciatore si dovranno mediamente ottenere i seguenti valori, riferiti a caldaia pulita e misurati al camino con apposito analizzatore:
1) gasolio con viscosità max. 1,5°E a 20°C
- CO2 = 12÷13%
- indice fumi: 0,5÷1,0 scala Bacharach
- temperatura fumi: 190÷210 °C
2) gas naturale di rete:
- CO2 = 9÷10%
- temperatura fumi: 180÷200°C
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4.2.4 - ESERCIZIO DELLA CALDAIA
Le caldaie BAR sono previste per funziona­re a circolazione forzata ed è quindi neces­sario assicurare la circolazione dell'acqua contestualmente al funzionamento del bru­ciatore. Occorre cioè evitare che il bruciatore possa mettersi in marcia senza che la pompa del­l'impianto e/o di ricircolo sia stata preceden­temente attivata; diversamente il termostato di sicurezza e riarmo manuale potrebbe in­tervenire. La temperatura del ritorno non dovrà scen-
dere sotto i 55°C per evitare, o almeno limi­tare, fenomeni di condensazione dei fumi, che possono provocare un precoce deterio­ramento della caldaia. Il termostato di esercizio della caldaia dovrà pertanto essere regolato a circa 75÷80°C e la temperatura negli ambienti verrà regolata tramite valvola miscelatrice comandata dal­la centralina di termoregolazione. La messa a regime dell'impianto primario e secondario deve avv enire tenendo sotto con­trollo la temperatura minima della caldaia che non deve essere inferiore a 55°C. Per l'installazione di una pompa anticonden-
sa o di ricircolo, vedere le prescrizioni al pa­ragrafo 2.5.6. Ritorni a bassa temperatura, inferiori a 55°C, provocano le condensazioni acide dei fumi con conseguente corrosione delle superfici di scambio. Si dovrà quindi prestare la massima atten­zione nella conduzione dell'impianto. La corrosione da condensa dei prodotti della combustione non è coperta da garanzia in quanto imputabile unicamente alla conduzio­ne dell'impianto.
4.2.5 - VERIFICHE DOPO LA PRIMA ACCENSIONE
Per verificare la forma e la dimensione della fiamma del bruciatore, che riteniamo impor­tante ai fini del corretto funzionamento della caldaia, è consigliabile una ispezione visiva del focolare almeno dopo un mese dalla pri­ma accensione. Il focolare si dovrà presentare con una colo­razione omogenea per tutta la sua lunghez­za a conferma che la fiamma inverte in pros­simità del fondo cieco.
4.3 - SPEGNIMENTO DELLA CALDAIA
- Regolare il termostato di esercizio al mi-
nimo.
- Togliere tensione al br uciatore e chiude-
re l'alimentazione del combustibile.
Contrariamente un focolare che evidenzias­se una netta distinzione di colore tra due zone (la parte anteriore più chiara rispetto alla parte posteriore), sarebbe il tipico esempio di una fiamma di lunghezza inadeguata per cui si dovrà immediatamente rivedere la re­golazione del bruciatore per evitare surriscal­damenti localizzati con conseguenti proba­bili gravi danni. Analogamente si dovrà verificare lo stato delle superfici di scambio lato acqua dove possibile, ovvero sulle caldaie a partire dal modello BAR 1315 dotate di serie di portine
- Lasciare funzionare le pompe fino a quan­do non vengano fermate dal termostato di minima.
- Togliere tensione al quadro elettrico della caldaia.
d'ispezione, e nel caso si riscontrasse la pre­senza di incrostazioni di calcare, fanghi o detriti vari, si dovranno prendere gli opportu­ni provvedimenti per ricercarne ed eliminar­ne le cause. Tale controllo dovrà essere effettuato entro i primi mesi di esercizio del generatore, in ogni caso obbligatoriamente alla prima fermata degli impianti al termine del periodo di riscal­damento o in occasione di soste per altri in­terventi straordinari, in particolare nel caso di impianti con grande contenuto di acqua.
18
5
MANUTENZIONE
5.1 - NORME GENERALI
- T utte le operazioni de v ono essere ese-
guite da personale qualificato.
- Apporre all'entrata della centrale termica un cartello segnalatore di A TTENZIONE... durante la manutenzione.
- Le operazioni vanno eseguite dopo aver tolto tensione (eventualmente asportan­do i fusibili per evitare accidentali avvia-
5.2 - MANUTENZIONE
ORDINARIA
Le condizioni di funzionamento del generatore di calore sono notevolmente variabili da caso a caso e dipendono dal combustibile impiega­to, dalla regolazione del bruciatore, dal nume­ro delle accensioni, dalle caratteristiche dell'im­pianto, ecc., per cui non è possibile stabilire a priori un intervallo di tempo tra una manuten­zione e la successiva.
È quindi necessario che il manutentore sta­bilisca l'intervallo in base ad una prima os­servazione dello stato di imbrattamento de l circuito fumo.
In linea di principio consigliamo i seguenti intervalli di pulizia a seconda del tipo di com­bustibile:
- Caldaie a gas: una volta all'anno.
- Caldaie a gasolio: due volte all'anno , o più spesso se c'è motivo di dubitare del loro buon funzionamento.
Vanno in ogni caso rispettate eventuali nor­me locali in fatto di manutenzione. Consigliamo comunque di scuotere i turbola­tori - senza rimuoverli dai tubi fumo - almeno una volta ogni 15÷20 giorni di attività del gene­ratore per evitare che i residui di combustione possano bloccarli tanto da renderne la rimo­zione estremamente difficoltosa. Durante le operazioni di manutenzione ordina-
menti del bruciatore) e dopo aver chiuso le valvole di adduzione del combustibile (in particolare se trattasi di gas).-
- Proteggere dalla polvere le apparecchia­ture elettriche della centrale termica, il quadro di comando e controllo della cal­daia ed il bruciatore.
- Munirsi di abiti, guanti, occhiali, masche­re adatti allo scopo, impiegare aspiratori per la rimozione dei residui di combustio-
ria si dovrà scovolare il fascio tubiero - dopo aver rimosso i turbolatori - ed il focolare e rac­cogliere i residui di combustione anche attra­verso le portine poste sulla camera fumo. Si dovrà inoltre accertare il buon funzionamen­to degli organi di controllo e misura al servizio del generatore (termostati, termometr i) e del­l'impianto (idrometri, flussostati, pressostati, vasi di espansione, gruppi di alimentazione e tutte le sicurezze). In questa occasione si dovrà rilevare la quanti­tà di acqua di reintegro utilizzata per decidere, anche in base alla sua durezza, un intervento di disincrostazione preventiva. Si tenga comunque presente che i sali di cal­cio e magnesio disciolti nell'acqua grezza, con ripetuti rabbocchi, danno origine a depositi in caldaia che ostacolano la circolazione interna al generatore e causano il surriscaldamento delle lamiere con possibili gravi danni che non possono essere attribuiti alla geometria costrut­tiva e/o ai mater iali impiegati e/o alla tecnica costruttiva e, quindi, non sono coperti da ga-
ranzia.
In occasione della manutenzione ordinaria è utile eseguire uno scarico di fondo della calda­ia per verificare se fuoriescono fanghi. In caso affermativo , si do vrà prolungare lo scarico sino ad ottenere acqua limpida. A fine spurgo si dovrà ristabilire il livello dell'ac­qua nell'impianto.
ne e smaltirli negli appositi contenitori con le richieste indicazioni del contenuto.
- L'eventuale chiusura di valvole del circui­to idraulico dovrà essere segnalata da un cartello.
Per ottenere un buon funzionamento ed il massimo rendimento della caldaia, è neces­saria una pulizia regolare della camera di combustione, dei tubi fumo e della camera fumo.
Al termine della pulizia del circuito fumo, alla successiva riaccensione si dovranno controlla­re le tenute della piastra porta bruciatore e del­la camera fumo. Nel caso si notassero delle per­dite di prodotti della combustione si dovranno, in primo luogo, stringere le viti di collegamento della camera fumo e, non ottenendo risultato, si dovrà sostituire la guarnizione di tenuta. Analogamente si dovrà operare sulla porta au­mentandone dapprima il serraggio dei dadi (dopo aver allentato i controdadi di arresto) e poi, se necessario, sostituire l'intera guarnizione dopo averla bagnata in acqua per ammorbidirla. Se si rendesse necessario centrare le guar­nizioni di tenuta sul piatto di battuta della por­ta, si può registrare la posizione della porta stessa agendo come indicato al paragraf o 2.6. Si dovrà, infine, verificare e, nel caso , ripristina­re la tenuta del raccordo camino e del bruciato­re con la porta.
Le operazioni eseguite andranno trascritte sul libretto di centrale.
5.3 - MANUTENZIONE STRAORDINARIA
Manutenzione straordinaria di fine stagio­ne o per lunghi periodi di inattività.
Si dovranno eseguire tutte le operazioni de­scritte nel capitolo precedente ed inoltre:
- Controllare lo stato di usura dei turbola-
tori per provvedere in tempo alla loro so­stituzione.
- Dopo la pulizia del circuito fumo è oppor-
5.4 - PULIZIA DELLA CALDAIA
tuno passare nei tubi fumo e nel foco­lare uno straccio imbevuto di soluzio­ne diluita di soda caustica. Dopo aver lasciato asciugare, ripassare tutte le superfici con uno straccio imbe­vuto d'olio. Chiudere perfettamente la bocca d'aspi­razione del bruciatore e l'attacco al cami­no per evitare un continuo passaggio di aria umida attraverso la caldaia richiamata dal camino stesso. È consigliabile collocare all'interno del
Seguire la sottoindicata sequenza:
- Chiudere l'alimentazione del combustibi­le.
- Raffreddare la caldaia alla temperatura
focolare della calce viva che ha un'azio­ne igroscopica.
- Non vuotare l'impianto e la caldaia.
- Proteggere con grasso grafitato viti, dadi e perni della porta.
- Segnalare tutte le operazioni che dovran­no essere eseguite alla successiva riatti­vazione; in particolare si dovrà accertare il regolare funzionamento della pompa di ricircolo.
ambiente.
- Togliere tensione alla caldaia e al brucia­tore.
- Aprire la por ta del focolare .
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- Scuotere e togliere i turbolatori.
- Pulire i turbolatori ed i tubi fumo a mezzo spazzolatura mediante lo scovolo dato a corredo.
- Riposizionare i turbolatori.
- Rimuovere le portine di pulizia e rimuo­vere tutta la fuliggine dalla camera fumo.
- Riposizionare le portine di pulizia.
- Verificare lo stato dell'isolamento in refrat­tario della por ta focolare.
- Verificare lo stato del cordone di tenuta.
- Chiudere la porta del focolare.
5.5 - VERIFICA FUNZIONAMENTO DELLA CALDAIA
Per un funzionamento sicuro della caldaia bisogna verificare:
5.6 - VERIFICA FUNZIONAMENTO DEL BRUCIATORE
5.7 - LOCALE CALDAIA
Per la combustione di gasolio o gas il brucia­tore ha bisogno d'aria. Di conseguenza vengono previste larghe aperture per l'ingresso dell'aria nel locale caldaia.
- Il buon funzionamento del termostato di regolazione.
- il buon funzionamento del termostato di sicurezza.
- La regolazione ed il buon funzionamento del termostato di minima.
- Il buon funzionamento del sistema di ri-
- Vedere il man uale d'istruzione del brucia­tore.
- Seguire tutte le prescrizioni delle no r­me locali e del costruttore in mater ia di manutenzione al bruciatore.
Queste aperture non devono mai venire ostruite. Mantenere il locale caldaia pulito e privo di polvere. Il locale caldaia non è un ripostiglio: evitare di stoccare qualsiasi genere di materiali. Mantenere l'ingresso del locale caldaia libe-
circolo.
- il buon funzionamento del termoregolato­re (se montato).
- Il buon funzionamento di tutti gli altri di­spositivi di sicurezza e di controllo impo­sti dalle normative locali.
ro e facile da raggiungere in qualsiasi mo­mento. Ver ificare che il locale caldaia sia dotato di lampade d'emergenza efficienti.
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LEGISLAZIONE E AVVERTENZE
6.1 - AVVERTENZE GENERALI
* Il libretto istruzioni costituisce parte inte­grante ed essenziale del prodotto e dovrà essere consegnato all'utilizzatore. Leggere attentamente le avvertenze conte­nute nel libretto in quanto forniscono impor­tanti indicazioni riguardanti la sicurezza di installazione, d'uso e manutenzione. Conservare con cura il libretto per ogni ulte­riore consultazione. L'installazione deve essere effettuata in ot­temperanza alle norme vigenti, secondo le istruzioni del costruttore e da personale professionalmente qualificato. Per personale professionalmente qualifica­to s'intende quello avente specifica copeten­za tecnica nel settore dei componenti di im­pianti di riscaldamento ad uso civile e pro­duzione di acqua calda ad uso sanitario e, in particolare, i Centri Assistenza autorizza­ti dal costruttore. Un'errata installazione può causare danni a persone, animali o cose, per i quali il costrut­tore non è responsabile.
*Dopo aver tolto ogni imballaggio assicura r -
si dell'integrità del contenuto. In caso di dubbio non utilizzare l'apparecchio e rivolgersi al fornitore. Gli elementi dell'imballaggio (gabbia di legno, chiodi, graffe, sacchetti di plastica, polistiro­lo espanso, ecc.) non devono essere lasciati alla portata dei bambini in quanto potenziali fonti di pericolo.
*Prima di effettuare qualsiasi operazione di pulizia o di manutenzione, disinserire l'appa­recchio dalla rete di alimentazione elettrica agendo sull'interruttore dell'impianto e/o at­traverso gli appositi organi di intercettazio­ne. *Non ostruire le griglie di aspirazione dell'aria o di dissipazione del calore. *In caso di guasto e/o cattivo funzionamento dell'apparecchio, disattivarlo , astenendosi da qualsiasi tentativo di riparazione o di inter­vento diretto. Rivolgersi esclusivamente a personale pro­fessionalmente qualificato. L'eventuale riparazione dei prodotti dovrà essere effettuata da un centro di assistenza autorizzato dalla casa costruttrice utilizzan­do esclusivamente ricambi originali. Il mancato rispetto di quanto sopra può com­promettere la sicurezza dell'apparecchio.
Per garantire l'efficienza dell'apparecchio e per il suo corretto funzionamento è indispen­sabile fare effettuare, da personale profes­sionalmente qualificato, la manutenzione annuale, attenendosi alle indicazioni del co­struttore. *Allorchè si decida di non utilizzare più l'ap­parecchio, si do vranno rendere innocue quel­le parti suscettibili di causare potenziali fonti di pericolo. *Se l'apparecchio dovesse essere venduto o trasferito ad altro proprietario o se si do­vesse traslocare e lasciare l'apparecchio, assicurarsi sempre che il libretto accompa­gni l'apparecchio in modo che possa essere consultato dal nuovo proprietario e/o dall'in­stallatore. *Per tutti gli apparecchi con optional o kit (compresi quelli elettrici) si dovranno utiliz­zare solo accessori originali. *Questo apparecchio dovrà essere destina­to all'uso per il quale è stato espressamente previsto. Ogni altro uso è da considerarsi improprio e quindi pericoloso. È esclusa qualsiasi responsabilità contrattua­le ed extracontrattuale del costruttore per i danni causati da errori nell'installazione e nell'uso e, comunque, da inosservanza delle istruzioni date dal costruttore stesso.
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6.2 - CALDAIE PER BRUCIATORI AD ARIA SOFFIATA
* Questa caldaia deve essere destinata solo all'uso per il quale è stata espressamente prevista. Importante: questa caldaia serve a riscalda­re acqua ad una temperatura inferiore a quel­la di ebollizione a pressione atmosferica. Deve essere allacciata ad un impianto di ri­scaldamento e/o ad una rete di distribuzione di acqua calda sanitaria, nei limiti delle sue prestazioni e della sua potenza.
* Installazione
* La caldaia deve essere installata in un lo-
cale adatto, nel rispetto delle norme e pre­scrizioni vigenti.
* Prima di allacciare la caldaia far effettuare da
personale professionalmente qualificato:
a) un lavaggio accurato di tutte le tubazioni
dell'impianto onde rimuovere eventuali residui che potrebbero compromettere il buon funzionamento della caldaia;
b) la ver ifica che la caldaia sia predisposta
per il funzionamento con il tipo di combu­stibile disponibile. Questo è rilevabile dalla targhetta delle caratteristiche tecniche;
c) un controllo per verificare che il camino
abbia un tiraggio adeguato, non presenti strozzature e che scarichi di altri appa­recchi non siano inseriti nella stessa can­na fumaria salvo che questa non sia sta­ta realizzata per servire più utenze secon­do le specifiche norme e prescrizioni vi­genti; solo dopo questo controllo può es­sere montato il raccordo fra caldaia e ca­mino;
d) un controllo che nel caso di r accordi con
canne fumarie preesistenti queste siano state perfettamente pulite poichè le sco­rie, se esistenti, staccandosi dalle pareti durante il funzionamento, potrebbero oc­cludere il passaggio dei fumi, causando
situazioni di estremo pericolo per l'utente. Il bruciatore deve essere installato rispet­tando quanto descritto nel manuale tecnico del bruciatore stesso.
Messa in funzione
* La prima accensione va effettuata da per­sonale professionalmente qualificato. * Prima di avviare la caldaia, far verificare da personale professionalmente qualificato: a) che i dati di targa siano rispondenti a quelli
delle reti di alimentazione (elettrica, idri­ca, gas, gasolio o altro combustibile);
b) che il campo di potenza del bruciatore si a
compatibile con la potenza della caldaia;
c) che nel locale caldaia siano presenti an-
che le istruzioni relative al bruciatore;
d) che le tubazioni che si dipar tono dalla
caldaia siano ricoperte da una idonea guaina termoisolante;
e) che il condotto di evacuazione dei fumi
funzioni correttamente;
f) che la adduzione dell'aria comburente e
la evacuazione dei fumi avvengano in modo corretto secondo quanto stabilito dalle norme vigenti.
Avvertenze per l'uso
* È vietato e pericoloso ostruire anche par­zialmente la o le prese d'aria per la ventila­zione del locale dove è installata la caldaia. * Non lasciare la caldaia inutilmente inserita quando la stessa non è utilizzata per lunghi periodi; in questi casi chiudere l'adduzione del combustibile e disinserire l'interruttore generale dell'alimentazione elettrica. * Non toccare parti calde della caldaia, quali portine, piastra porta bruciatore, cassa fumi, tubo del camino, ecc. che durante e dopo il funzionamento (per un certo tempo) sono surriscaldate. Ogni contatto con esse può provocare peri­colose scottature. Evitare pertanto che nei pressi della caldaia in funzionamento, ci siano bambini o perso­ne inesperte. * Non bagnare la caldaia con spruzzi di ac­qua o altri liquidi. * Non appoggiare alcun oggetto sopra la cal­daia. * Vietare l'uso della caldaia alle persone ine­sperte. * Allorchè si decida la disattivazione tempo-
ranea della caldaia si dovrà: a) procedere all'intercettazione delle alimen-
tazioni: elettrica, idrica e del combustibi­le;
b) procedere allo svuotamento dell'impian-
to idrico, ove non sia previsto l'impiego di
antigelo. * Allorchè si decida la disattivazione definiti­va della caldaia, far effettuare da personale professionalmente qualificato le operazioni relative, accertandosi fra l'altro che vengano disinserite le alimentazioni elettrica, idrica e del combustibile. * Qualora la potenza della caldaia lo richie­da, la conduzione deve essere effettuata da personale professionalmente qualificato in ottemperanza alle disposizioni vigenti. * Prima di effettuare qualsiasi intervento sul­la caldaia, che preveda lo smontaggio del bruciatore o l'apertura di por te o portine di ispezione, disinserire la tensione elettrica e chiudere il o i rubinetti del combustibile.
* Manutenzione
* Verificare periodicamente il buon funziona­mento e l'integrità del condotto e/o dispositi­vo scarico fumi. * Nel caso di lavori o manutenzioni di struttu­re poste nelle vicinanze dei condotti dei fumi e/o dei dispositivi di scarico dei fumi e loro accessori, spegnere l'apparecchio e, a lavo­ri ultimati, farne verificare l'efficienza da per­sonale professionalmente qualificato. * Non effettuare pulizie dell'apparecchio e/o delle sue parti con sostanze facilmente in­fiammabili (es. benzina, alcool, ecc.). * Non lasciare contenitori di sostanze in­fiammabili nel locale dove è installato l'ap­parecchio. * Non effettuare la pulizia del locale, nel qua­le è installata la caldaia , con il bruciatore in funzione. È necessario, alla fine di ogni periodo di ri­scaldamento far ispezionare la caldaia da personale professionalmente qualificato al fine di mantenere l'impianto in perfetta effi­cienza. Una manutenzione accurata è sempre fonte di risparmio e di sicurezza.
6.3 - ALIMENTAZIONE ELETTRICA
* La sicurezza elettrica dell'apparecchio è sempre raggiunta soltanto quando lo stesso è correttamente collegato ad un'efficace im­pianto di messsa a terra, eseguito come pre­visto dalle norme vigenti. È necessario verificare questo fondamenta­le requisito di sicurezza. In caso di dubbio, richiedere un controllo accurato dell'impian­to elettrico da parte di personale professio­nalmente qualificato, poichè il costruttore non è responsabile per eventuali danni causati dalla mancanza di messa a terra dell'impian­to. * Far verificare da personale professional-
mente qualificato che l'impianto elettrico sia adeguato alla potenza massima assorbita dall'apparecchio, indicata in targa, accertan­do in particolare che la sezione dei cavi del­l'impianto sia idonea alla potenza assorbita dall'apparecchio. * Per l'alimentazione generale dell'apparec­chio dalla rete elettrica, non è consentito l'uso di adattatori, prese multiple e/o prolunghe. Per l'allacciamento alla rete occorre preve­dere un interruttore bipolare come previsto dalle normative di sicurezza vigenti. * L'uso di un qualsiasi componente che uti­lizza energia elettrica comporta l'osser van­za di alcune regole fondamentali, quali:
- non toccare l'apparecchio con parti del corpo bagnate o umide e/o a piedi nudi;
- non tirare i cavi elettrici;
- non lasciare esposto l'apparecchio ad agenti atmosferici (pioggia, sole, ecc.);
- non permettere che l'apparecchio sia usa­to da persone inesperte.
* Il cavo di alimentazione dell'apparecchio non deve essere sostituito dall'utente. In caso di danneggiamento del cavo, spe­gnere l'apparecchio e, per la sua sostituzio­ne, rivolgersi esclusivamente a personale professionalmente qualificato. * Allorchè si decida di non utilizzare l'appa­recchio per un certo periodo, è opportuno spegnere l'interruttore elettrico di alimenta­zione a tutti i componenti dell'impianto che utilizzano energia elettrica (pompe, brucia­tore, ecc.).
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6.4 - ALIMENTAZIONE IDRICA
* I componenti alimentati ad acqua sono normalmente collegati alla rete idrica median­te una valvola di riduzione della pressione idraulica. Accertarsi che la pressione idraulica misu­rata dopo la valvola di riduzione non sia su­periore alla pressione di esercizio riportata nella targa del componente (caldaia, boiler, ecc.). Poichè durante il funzionamento l'acqua con-
tenuta nell'impianto di riscaldamento aumen­ta di pressione, accertarsi che il suo valore massimo non superi la pressione idraulica massima di targa del componente. * Assicurarsi che l'installatore abbia collega­to lo scaricho della valvola di sicurezza della caldaia ad un imbuto di raccolta. Se non collegate a scarico, le valvole di si­curezza, quando dovessero intervenire, al­lagherebbero il locale e di questo non è re­sponsabile il costruttore della caldaia. * Assicurarsi che le tubazioni dell' impianto idrico e di riscaldamento non siano usate come presa di terra dell'impianto elettrico o
telefonico: non sono assolutamente idonee a questo uso. Potrebbero verificarsi in breve tempo gravi danni alle tubature, alla caldaia ed ai radiatori. * Una volta caricato l'impianto di riscaldamen­to, se esso è a circuito chiuso (vaso di espan­sione chiuso) il rubinetto di alimentazione va chiuso e mantenuto in tale posizione. Eventuali perdite potranno così essere se­gnalate da un calo della pressione idraulica rilevato sul manometro dell'impianto.
6.5 - ALIMENTAZIONE CON
GAS, GASOLIO O
ALTRI COMBUSTIBILI
Avvertenze generali
* L'installazione della caldaia deve essere eseguita solo da personale professionalmen­te qualificato ed in conformità alle norme e disposizioni vigenti, poichè un'errata instal­lazione può causare danni a persone o cose, nei confronti dei quali il costruttore non può essere considerato responsabile. * Prima dell'installazione, si consiglia di ef­fettuare una accurata pulizia interna di tutte le tubazioni dell'impianto di adduzione del combustibile onde rimuovere eventuali resi­dui che potrebbero compromettere il buon funzionamento della caldaia. * Per la prima messa in funzione della calda­ia, far effettuare da personale professional­mente qualificato le seguenti verifiche: a) il controllo della ten uta interna ed ester-
na dell'impianto di adduzione del combu­stibile;
b) la regolazione della por tata del combu-
stibile secondo la potenza massima di
targa del bruciatore;
c) che il bruciatore sia alimentato con il tipo
di combustibile per il quale è predispo­sto;
d) che la pressione di alimentazione del com-
bustibile, nel caso di gas, sia compresa nei valori riportati nella targhetta del bru­ciatore;
e) che l'impianto di alimentazione del com-
bustibile sia dimensionato per la portata necessaria alla caldaia e che sia dotato di tutti i dispositivi di sicurezza e controllo prescritti dalle norme vigenti.
* Allorchè si decida di non utilizzare la calda­ia per un certo periodo, chiudere il r ubinetto o i rubinetti di alimentazione del combustibi­le.
Avvertenze particolari per l'uso del gas
* Far verificare da personale professional­mente qualificato: a) che la linea di adduzione e la r ampa gas
siano conformi alle norme e prescr izioni vigenti;
b) che tutte le connessioni gas siano a te-
nuta;
c) che le aperture di aerazione del locale
caldaia siano dimensionate in modo da garantire l'afflusso di aria stabilito dalle normative vigenti e comunque sufficienti
ad ottenere una perfetta combustione. * Non utilizzare i tubi del gas come messa a terra di apparecchi elettrici. * Avvertendo odore di gas: a) non azionare interruttori elettrici, il telefo-
no o qualsiasi altro oggetto che possa
provocare scintille; b) apr ire immediatamente porte e finestre
per creare una corrente d'aria che purifi-
chi il locale; c) chiudere i rubinetti del gas; d) chiedere l'intervento di personale profes-
sionalmente qualificato. * Non ostruire le aperture di aerazione del locale dove è installato un apparecchio a gas, per evitare situazioni pericolose quali la for­mazione di miscele tossiche ed esplosive .
6.6 - COSA PREVEDE LA LEGGE
Sicurezza
(1) LEGGE 5 marzo 1990 N° 46
Norme per la sicurezza degli impianti CAMPO DI APPLICAZIONE: senza li­miti di potenzialità termica.
(2) NORMA UNI-CIG 8042, aprile 1988
Bruciatori di gas ad aria soffiata. Prescrizioni di sicurezza. CAMPO DI APPLICAZIONE: senza li­miti di potenzialità termica.
(3) DECRETO MIN. INT. del 12 aprile 1996
Norme per la prevenzione incendi, per la progettazione, costruzione ed eser­cizio degli impianti termici alimentati da combustibili gassosi.
22
CAMPO DI APPLICAZIONE: potenzia­lità termica superiore a 35 kW (30.000 kcal/h).
(4) CIRCOLARE MIN. INT. N°73 del 29
luglio 1971 Impianti termici ad olio combustibile e a gasolio. CAMPO DI APPLICAZIONE: potenzia­lità termica superiore a 35 kW (30.000 kcal/h).
(5) D.M. 1 dicembre 1975
Norme di sicurezza per apparecchi contenenti liquidi caldi sotto pressione. CAMPO DI APPLICAZIONE: potenzia­lità termica superiore a 35 kW (30.000 kcal/h).
Inquinamento
(6) LEGGE 13 luglio 1966 N°615
Provvedimenti contro l'inquinamento atmosferico (impianti alimentati con combustibili solidi e liquidi. CAMPO DI APPLICAZIONE: potenzia­lità termica superiore a 35 kW (30.000 kcal/h).
Risparmio energetico
(7) LEGGE 9 gennaio 1991 N°10
Norme per l'attuazione del Piano Ener­getico Nazionale in materia di uso ra­zionale dell'energia, di risparmio ener­getico e di sviluppo delle fonti rinnova­bili di energia. CAMPO DI APPLICAZIONE: senza li­miti di potenzialità termica.
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Il presente catalogo riveste carattere puramente indicativo. La casa, pertanto, si riserva ogni possibilità di modifica dei dati tecnici e quant'altro in esso riportato.
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